Intelligenza artificiale, ma non solo. Uno dei VC più importanti dello spazio Crypto, a16z , ha lanciato Crypto Fund 5, che ha raccolto 2,2 miliardi di dollari e si occuperà di investire in startup e protocolli del mondo crypto per i prossimi dieci anni. Si tratta di una mossa se vogliamo in controtendenza rispetto a quelli che sono gli intendimenti più ampi dei mercati, che hanno dirottato il grosso dei capitali verso il segmento AI.
2,2 miliardi non saranno vicini alle cifre da capogiro che giravano nel settore soltanto fino al precedente ciclo, ma sono anche un impegno interessante: mentre il grosso delle società attive in questo comparto punta ora a fare soldi sull’AI, altre, come a16z, sembrano invece convinte della bontà di certe proposte crypto.
2,2 miliardi da investire in un arco di tempo lungo
L’arco temporale dell’investimento di Crypto Fund 5 sembrerebbe essere piuttosto ampio. Si parla di allocazione fino a 10 anni, alla ricerca di opportunità che siano degne dell’interesse di a16z. Soltanto ieri una ex partner del gruppo aveva annunciato un fondo da 1 miliardo.
In quel caso però l’intenzione è di investire all’intersezione tra AI e crypto – ovvero in quei progetti che implementano intelligenza artificiale all’interno di contesti blockchain. In questo caso le cose saranno un po’ diverse.
Si tratta innanzitutto di un ritorno. Il veicolo precedente (da corposi 4,5 miliardi) era stato creato e alimentato nel 2022. Una sorta di ritorno a un’epoca dell’oro e dunque a una corsa agli investimenti crypto? Per a16z sì, dato che il gruppo afferma che i fondamentali del mondo crypto non sono mai stati buoni come adesso.
L’obiettivo sarà comunque quello di investire su infrastrutture solide del mondo blockchain, che le persone utilizzano davvero, senza grossi voli pindarici per quanto riguarda eventuali utilità future.
Il gruppo, tra le altre cose, non ha ancora annunciato l’inizio dell’allocazione di capitale, che potrebbe però essere già partita.
Tutto questo mentre c’è chi batte in ritirata
Coinbase ha annunciato il licenziamento di circa 700 persone. Questo a causa di condizioni di mercato instabili e dell’avvento dell’AI (per quanto questa sia diventata ormai una scusa standard durante le operazioni di licenziamento).
Il gruppo giovedì prossimo dovrà affrontare gli investitori in trimestrali che potrebbero riservare qualche sorpresa almeno rispetto alla guidance, dato un primo trimestre molto fiacco per tutto il comparto crypto in termini di volumi.
Da un lato dunque i VC che raccolgono capitale, dall’altro qualche grande operatore del settore che si ristruttura. È un clima da fine del bear market, almeno a volerla guardare da un angolo possibilmente ottimista.
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