Nonostante l’ennesima opposizione delle banche, l’entusiasmo sulla possibile approvazione del Clarity Act è tornata quasi alle stelle. A renderne conto al mondo è ancora una volta Polymarket – che raccoglie puntate anche su questo specifico evento. Comprare una posizione che varrà 1$ nel caso di approvazione del Clarity Act entro fine anno costa oggi 64 centesimi, uno dei prezzi più alti dell’anno.
Nella tarda serata di venerdì è arrivato il testo del compromesso, ieri le banche hanno inviato un comunicato con il quale si oppongono di nuovo all’approvazione del testo, ma i mercati più in grado di catturare il sentiment – ovvero i prediction market – sono tornati a essere ottimisti sull’approvazione del testo.
Due terzi per il sì
Tra il dire e il fare, soprattutto quando una questione coinvolge la politica, c’è di mezzo il mare. E c’è ancora un oceano da attraversare per il Clarity Act, che ora ha un testo all’apparenza definitivo, che però non piace ancora alle banche.
Un’opposizione che però sembra contare molto poco per quanto riguarda le possibilità di approvazione, almeno secondo chi punta su Polymarket.

In questo momento acquistare contratti che varranno 1$ in caso di approvazione del Clarity Act entro fine anno costa ben 64 centesimi, segnale che i mercati ritengono che sia più probabile il sì che il no.
- Un cammino ancora lungo, potenzialmente
Il testo non è ancora arrivato in commissione. È bipartisan e ha ricevuto l’ok di entrambi gli schieramenti, ma vede ancora le banche contestare le (scarse secondo loro) limitazioni che vengono poste ai rendimenti da stablecoin.
L’ennesima opposizione delle banche ha innescato però la reazione dura da parte di Tillis e Alsobrooks, i due senatori firmatari del testo e che si sono pregiati di condurre le trattative.
Tillis, nemico giurato di Trump, ha lavorato in realtà molto alla produzione di un testo che avrebbe dovuto soddisfare tutti gli stakeholder, ovvero tutte le parti che hanno interesse nella legge. Tra queste però, sono le banche a continuare con una difesa arcigna delle proprie posizioni.
La risposta stizzita da parte dei senatori, che in modo invero irrituale è stata messa nero su bianco su X, lascerebbe intendere però la possibilità per il Congresso di andare avanti anche se le banche non sono pienamente soddisfatte.
Una vera corsa contro il tempo
Si tratterà comunque di una vera corsa contro il tempo, Maggio è davvero l’ultimo mese utile per pensare – facendo della grandi corse sui tempi del Congresso standard – di poter approvare il testo entro fine anno.
A novembre ci saranno poi le midterm, che potrebbero vedere qualche senatore in più a favore delle banche e i democratici riconquistare la maggioranza.
C’è tempo per farcela, ma bisognerà superare gli intoppi. Perché se è vero che tutte le parti hanno diritto di essere ascoltate, è anche vero che il mondo crypto ha accettato un compromesso non ideale pur di andare avanti. Gli altri… no.
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