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Inflazione usa dati aprile

USA: inflazione è bomba atomica. Più alta di aspettative anche senza il petrolio. Ora si fa dura

Inflazione USA morde, anche oltre il petrolio. Situazione difficile per il successore di Jerome Powell.
Inflazione usa dati aprile

Inflazione USA sopra le aspettative, sia per la headline – che tiene conto di tutti i beni e servizi, sia invece per la core – che esclude quelli del settore energetico e alimentare. Entrambe le metriche sono sopra quanto avevano anticipato anche i più pessimisti tra gli analisti, segnale chiaro del fatto che l’inflazione non ha alcuna intenzione di tornare verso il target del 2%, anche al netto delle conseguenze della guerra in Iran.

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La situazione è grave? Certamente, parafrasando lui, non è seria. Mentre infatti si rimane molto lontani dal target del 2% e anzi ci si allontana (anche al netto del prezzo del greggio), i mercati continuano a dibattere di quando e non del se ci saranno i tagli ai tassi di interesse.

Battute le aspettative – e non è un buon segnale

Non siamo molto al di sopra delle previsioni formulate da analisti e banche d’affari, ma siamo comunque con un dato peggiore di aspettative che già non erano rosee.

Il 2% di target rimane un miraggio – con le colpe dell’allontanamento che sono cariche come non mai di significati politici. Il 15 maggio infatti Jerome Powell lascia dopo cinque anni sopra al target, senza però assumersi alcuna delle responsabilità legate a questa situazione.

COVID, dazi, guerra in Iran sono eventi che anche i grandi giornali come Bloomberg ritengono esogene e dunque di scarsa responsabilità del presidente di Fed e della riunione, il FOMC, che dirige per decidere la politica monetaria.

Non è una bella situazione. E a questo punto almeno per chi vuole leggere le possibili decisioni sul breve e brevissimo periodo, sarà difficile vedere più di un taglio nel 2026, a meno che non tornino al loro posto troppe tessere del puzzle.

Reazione modesta di Bitcoin e crypto

La reazione di Bitcoin e crypto è stata in verità molto modesta, con una minima flessione dopo che nell’ora antecedente al dato gli asset digitali si erano mossi in realtà all’unisono verso il rialzo.

Non si tratta però di una determinazione duratura. Toccherà alla sessione di New York decidere come interpretare il dato.

Perché la Core è molto più bassa?

Perché l’inflazione Core elimina dal computo il prezzo degli energetici e il prezzo degli alimentari, che sono molto volatili. Il rialzo dell’inflazione di questi ultimi due mesi è quasi tutto imputabile agli energetici ed è per questo che la distanza è così importante.

Per questo motivo lo scarto tra Core e Headline è così ampio.

Cosa cambia adesso?

Difficile che cambi qualcosa sul breve e brevissimo periodo. Servirà certamente prima valutare la reazione di Wall Street nella sessione di trading di oggi, così come servirà capire che tipo di atteggiamento Kevin Warsh riuscirà a imporre al FOMC. Sarà infatti questa anche la settimana del passaggio di testimone da Jerome Powell al nominato da Donald Trump, che in tanti vedono incapace di mantenere un livello adeguato di indipendenza di Fed dalla politica.

Poche chance prima, poche chance ora

La prossima riunione del FOMC è fissata per il 17 giugno, tra poco più di un mese – e i mercati per il momento non prezzano in alcun modo la possibilità che ci sia un taglio ai tassi di interesse. Sarà più interessante vedere, nel caso, quali saranno i movimenti in un orizzonte più ampio, da qui a fine 2026.

I mercati prezzano in quel caso un taglio, con possibilità anche di zero o di due, anche se fortemente minoritarie.

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