Home / Arriva nuovo presidente Fed: ama le crypto, ha tanti nemici e vuole più tagli

Warsh Fed analisi

Arriva nuovo presidente Fed: ama le crypto, ha tanti nemici e vuole più tagli

Kevin Warsh porterà crypto e tagli? Oppure sarà messo nell'angolo dai nemici di Donald Trump?
Warsh Fed analisi

Dovrebbe essere questa la settimana decisiva per la conferma di Kevin Warsh, che diventerà così il prossimo presidente di Federal Reserve. Il mandato di Jerome Powell è in scadenza venerdì e prima di questa data sarà necessario formalizzare una nomina che non dovrebbe ormai incontrare più nessun ostacolo.

Con Bybit hai 25 USDC in regalo qui. Iscriviti e segui le istruzioni per ottenere il bonus versato direttamente sul tuo conto. Ne sono disponibili ancora pochi, non perdere questa opportunità.

Kevin Warsh arriva già bollato come burattino di Trump, in quelle che sono però analisi forse troppo poco generose nei confronti del prescelto dalla Casa Bianca, che non ha incontrato però grosse difficoltà per la conferma della nomina neanche in Senato.

Un vecchio crypto investitore

La prima delle particolarità di Kevin Warsh riguarda l’enorme patrimonio con il quale si presenta all’appuntamento. Sarà ceduto o messo in un trust, anche allo scopo di eliminare ogni accusa di possibili favoritismi. Spulciando però nella documentazione ufficiale offerta si possono comunque ottenere delle informazioni molto interessanti.

È un investitore in tante startup, diverse delle quali del mondo crypto. Ha anche investimenti diretti in Solana e altre crypto anche di livello secondario così (come Compound), e ha partecipato a investimenti in startup del mondo DeFi. Noi ne abbiamo contati circa 30, saranno probabilmente una questione del passato una volta che sarà nominato presidente di Fed, ma sono comunque indicative di quanto sia in realtà immerso, Kevin Warsh, in un mondo che fino a qualche anno fa nessuna figura istituzionale avrebbe mai voluto vedere come affiancato al proprio nome.

Sui tassi una storia diversa?

Per chi opera sui mercati sarà però più interessante vedere l’atteggiamento di Kevin Warsh in merito a eventuali tagli dei tassi. Le pressioni dalla Casa Bianca sono importanti ed è probabilmente corretto aspettarsi un atteggiamento più morbido verso questa eventualità da parte di una figura scelta direttamente da Donald Trump.

Rimangono però altre considerazioni da fare: in realtà il FOMC – che è la riunione che decide la politica monetaria – è un organo collegiale dove un voto vale uno, anche se dovesse arrivare dal Presidente. È chiaro che il presidente ha, per ovvi motivi, un ascendente sugli altri membri, ma il FOMC è spaccato, diversi dei presidenti delle divisioni locali hanno fatto addirittura mettere a verbale la loro contrarietà a futuri tagli, la situazione anche sul fronte politico mai così accesa.

Kevin Warsh dovrà tirare fuori gli strumenti del politico più di quelli del banchiere centrale, in una situazione complessivamente difficile e per la quale potrà contare su pochi alleati. Tra questi sicuramente Stephen Miran, che è un altro uomo di Trump e che continua a votare per tagli anche mentre ha tutto il FOMC contro.

Difficile pensare per ora che se ne esca sul breve. I mercati prezzano un taglio da qui a fine anno, forse due. Dipenderà sia dai dati, sia dalla capacità di Kevin Warsh di imporsi.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments