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Bitcoin prezzi rosso BTC crypto

Bitcoin: il calo dipende da questi fattori. Ecco chi sta vendendo e perché

Bitcoin in difficoltà contro questa coorte di investitori: al momento sono loro ad aver avuto la meglio, ma la partita è ancora in corso.
Bitcoin prezzi rosso BTC crypto

Come vi avevamo descritto nelle ultime analisi on-chain pubblicate su questo giornale, il rally di Bitcoin avrebbe dovuto fare i conti con una resistenza molto complessa da superare, dalla quale – con il senno di poi – sono effettivamente confluite molte vendite da parte degli investitori. È il livello degli $81.000 che continua a fare da padrone sulla price action, e che rende più difficile del previsto ipotizzare un recupero del bull market.

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Bitcoin ha in realtà superato in più sessioni il target degli $81.000, ma non è mai riuscito a consolidare al di sopra di quella soglia, interrotto dalla pressione di vendita di una coorte ben precisa di operatori. Ogni tentativo di breakout si è di fatto scontrato con le prese di profitto delle mani più deboli del mercato, che hanno approfittato dell’ultima fase di forza per interrompere una lunga striscia negativa sulle proprie posizioni.

Bitcoin respinto ancora una volta dagli $81.000

Sono gli short-term holders i principali responsabili dell’ultimo ritracciamento di Bitcoin. Parliamo della coorte di detentori che nel contesto on-chain vengono identificati come coloro che detengono le proprie monete da meno di sei mesi, e che storicamente rappresentano la componente più reattiva e sensibile alle oscillazioni di prezzo.

A inizio maggio vi avevamo parlato di come la domanda spot stesse sostenendo l’aumento dei prezzi della criptovaluta, ma allo stesso tempo anche di come ci fosse un quadro ancora incerto. Il motivo di quella incertezza risiedeva appunto nel comportamento degli short-term holders, che durante i precedenti rialzi non avevano esitato a chiudere grosse posizioni accumulate tra novembre e dicembre 2025.

E anche nelle ultime sessioni, come facilmente intuibile dalla lettura dell’indicatore STH SOPR, gli investitori più esposti nel breve termine ne hanno approfittato per uscire dal mercato. La metrica ci mostra se i movimenti di questi operatori avvengono mediamente sopra la linea 1 di breakeven, ossia in profitto, oppure al di sotto, ovvero in perdita.

Vediamo infatti come ad ogni tentativo recente di breakout degli $81.000, livello che attualmente coincide con la base di costo aggregata degli short-term su Bitcoin, l’indicatore abbia faticato a mantenersi stabilmente sopra quota 1, venendo sistematicamente rigettato verso il basso.

Short term SOPR Bitcoin
Short-term holders SOPR Bitcoin Fonte dati: https://cryptoquant.com

Questo è sicuramente uno dei maggiori problemi per la price action di Bitcoin. Tanti investitori che avevano acquistato dopo il crollo di ottobre – convinti di aver accumulato a prezzi favorevoli – stanno ora uscendo non appena vedono la possibilità di pareggiare l’investimento. 

Cosa guardare ora per un’eventuale ripartenza bullish di Bitcoin?

Ovviamente, il fatto che gli short-term holders abbiano neutralizzato l’ultimo tentativo di rialzo di Bitcoin non preclude la buona riuscita di possibili breakout futuri. A tal proposito, nel weekend vi abbiamo fornito un recap generale di cosa manca a Bitcoin per tornare in bull market in questo momento.

Uno degli elementi più importanti da monitorare è proprio la condizione di redditività degli short term. Riacciuffare gli $81.000, e questa volta dimostrare di riuscire a proteggere il livello dalle incursioni degli orsi, sarebbe un ottimo segnale di forza nel breve periodo.

Vi facciamo notare dalla metrica STH MVRV – la quale molto semplicemente confronta il prezzo di mercato di Bitcoin con la base aggregata degli short term (STH Realized Price) – che spesso le fasi ribassiste dei prezzi nell’ultimo ciclo sono coincise proprio con i momenti in cui la coorte di investitori si trovava in perdita sulle proprie posizioni.

Short Term MVRV Bitcoin
Short-term holders MVRV Bitcoin Fonte dati: https://x.com/Darkfost_Coc

Dunque il primo step è riconquistare gli $81.000, senza lasciare che le vendite prendano il sopravvento, e far passare qualche giorno di contrattazioni sopra il medesimo target per dar tempo alle mani deboli di uscire definitivamente dal mercato.

D’altro canto, perdere i $73.000, che rappresentano un altro livello molto attenzionato dagli investitori, vorrebbe dire portare nuove perdite non realizzate e complicare ulteriormente le chance di una nuova leg up. In quel caso, sarebbe più opportuno parlare di potenziale nuova capitolazione dei prezzi.

Il secondo step per la ripartenza di Bitcoin

Il secondo step riguarda invece recuperare gli $85.000, target ancora più fondamentale rispetto agli $81.000, poiché rappresenta il maggiore livello di costo aggregato a breve termine di tutta la supply di Bitcoin (non solo quella relativa agli STH). Guardando l’indicatore Cost-Basis Distribution, possiamo notare come ben 461.000 BTC siano stati precedentemente acquistati – o meglio movimentati – proprio a ridosso di quella soglia da novembre ad oggi.

Se vi ricordate, gli $85.000 sono stati un livello di accumulazione centrale durante il periodo di novembre/dicembre 2025. Sarebbe un ottimo spunto rialzista riuscire a portare i prezzi di Bitcoin sopra quest’obiettivo, poiché vorrebbe dire cambiare molte carte in tavola riguardo la distribuzione di profitti e perdite all’interno della coorte dei detentori.

Base di costo aggregata Bitcoin
Cost Basis Heatmap Bitcoin Fonte dati: https://studio.glassnode.com/

Ovviamente anche qui vale lo stesso discorso degli $81.000 per gli short-term: avvicinarsi senza forza e “strisciare” a ridosso del livello senza un movimento deciso potrebbe scatenare un’altra ondata di vendite.

Idealmente, così come il dump dagli $85.000 è stato violento e doloroso, il breakout dovrebbe essere altrettanto deciso e rapido, o per lo meno in grado di sostenere eventuale pressione di vendita senza perdere terreno.

Attenzione all’esaurimento del momentum

Secondo la società di analisi on-chain Swissblock, la perdita del momentum rialzista di Bitcoin potrebbe favorire ulteriori breakdown di prezzo nel caso la domanda non dovesse tornare a palesarsi con forza. 

Come mostrato dall’indicatore Bitcoin Impulse Performance, il fallimento dei due tentativi di riaccensione del trend rialzista ha portato ad una rapida correzione. Nel frattempo l’impulso è collassato in territorio negativo, non riuscendo a sostenere la spinta accumulata nelle settimane precedenti e la progressiva evaporazione della pressione dei compratori.

Impulse performance Bitcoin
Impulse Performance BitcoinFonte dati: https://x.com/swissblock__

In tutto ciò c’è ovviamente lo zampino degli operatori dei mercati futures: infatti proprio mentre Bitcoin tentava il rally al di sopra degli $82.000 durante la sessione del 14 maggio, sulle piazze dei derivati si sono verificate molte vendite a mercato. Il funding rate è collassato in zona negativa, mentre il CVD su Binance ha accompagnato il sell-off.

In questo momento i volumi futures su Bitcoin sono cresciuti in termini relativi fino a 5 volte quelli del mercato spot. Ciò significa che questo genere di dinamiche potrebbe continuare ad avere un peso importante sulla price action di Bitcoin, fermo restando che la vasta presenza dei venditori allo scoperto potrebbe anche trasformarsi in benzina per il rally nel caso di un movimento improvviso al rialzo.

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