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Bitcoin crypto crollo 3 fattori mercati

3 fattori che stanno facendo crollare il prezzo di Bitcoin e crypto: mercati in estrema difficoltà

Bitcoin e crypto massacrati dai ribassisti: secondo la nostra analisi ci sono almeno tre chiavi di lettura per comprendere la fase attuale del mercato.
Bitcoin crypto crollo 3 fattori mercati

Altro giorno, altro dump di Bitcoin e crypto: siamo a quota 6 sessioni consecutive in rosso, con il re che perde un rinfrescante -17% sul groppone (come direbbe qualche hater) seguito a ruota da tutte le altre monete digitali del settore. Tutto il comparto crypto accusa il peso del ribasso, con tanti token ai minimi pluriennali, mentre a Wall Street si festeggia l’ennesimo record delle borse tradizionali.

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Ci sono tante possibili interpretazioni che spiegano il crollo di questi giorni e che provano a giustificare l’arrivo di un sell-off così marcato. C’è chi parla di manipolazione, di rotazione dei capitali per il debutto imminente delle famose IPO, e chi riporta in auge l’episodio del 10 ottobre scorso sostenendo che da quel momento in poi si è rotto qualcosa nei circuiti di Bitcoin.

Chi vi scrive prova a darvi una lettura il più possibile oggettiva della situazione, con i dati alla mano per capire chi sta vendendo, con che intensità e per quale motivo. Almeno 3 fattori rendono bene l’idea dell’outlook speculativo in cui si trovano Bitcoin e il resto dell’industria crypto.

1. Le mani deboli di Bitcoin stanno vendendo: è la fuga più pesante del 2026

Il primo elemento da considerare è il forte afflusso di monete giunte all’interno degli exchange da parte dei detentori short-term di Bitcoin, ossia quelli che hanno acquistato entro gli ultimi 6 mesi circa. In particolare, in questo momento vediamo tanti depositi effettuati ad un prezzo di mercato di gran lunga inferiore rispetto a quello in cui i BTC erano stati accumulati inizialmente.

Il P&L della categoria nelle ultime 24 ore segna un deficit di -54.400 BTC, il che corrisponde a un controvalore di oltre 3,4 miliardi di dollari. Si tratta della perdita più pesante mai realizzata dagli short-term da inizio anno, con capitolazioni che superano anche il forte movimento negativo di febbraio.

In genere svendite così marcate delle mani deboli del mercato segnalano il passaggio del testimone a operatori più convinti e con orizzonti di lungo periodo. In passato situazioni del genere hanno spesso anticipato il bottom dei precedenti bear market di Bitcoin, o quantomeno accompagnato il raggiungimento di un minimo locale rilevante.

Bitcoin short-term holder profitti e perdite
Short-term holder di Bitcoin registrano grosse perditeFonte dati: https://cryptoquant.com

Non sono tuttavia solo gli speculatori sul breve termine ad avere paura: il crollo ha spinto anche i veterani a vendere, con i long-term holder che realizzano perdite per centinaia di milioni di dollari al giorno, segnalando una situazione di panico diffuso su tutte le coorti.

Anche le whale di Bitcoin riportano grosse perdite

Cercando ora i responsabili del crollo di Bitcoin da un’altra prospettiva – non più basata sul tempo di holding ma sulla size dei BTC detenuti – possiamo intuire che una grossa fetta della colpa ricade sulle spalle delle balene del mercato. Per la precisione, ci riferiamo a tutte quelle entità che detengono un bilancio superiore ai 100 BTC.

Dai dati on-chain vediamo infatti come la loro media mensile dei depositi su Binance sia passata da 1.200 BTC giornalieri fino ad arrivare a 2.800 BTC nella sessione odierna. Questo spiega come si sia verificato un aumento drastico della pressione di vendita. Esattamente come nel bear market del 2022, anche i pezzi grossi decidono di ritirarsi, probabilmente attratti da altri investimenti più interessanti.

Balene inflow BTC Bitcoin Binance
Inflow delle balene Bitcoin su Binance Fonte dati: https://x.com/Darkfost_Coc

2. La domanda di investimento su Bitcoin è ai livelli più bassi da maggio 2022

Una volta individuati i colpevoli, possiamo focalizzarci sull’intensità dei movimenti ribassisti su Bitcoin, in particolare sulla forte contrazione della domanda che stiamo registrando. Finora abbiamo parlato di offerta che finisce sugli exchange – con P&L negativi – e aumenta la pressione di vendita, ma non abbiamo ancora analizzato l’impatto della domanda sui mercati spot e futures.

Ebbene, dalla metrica “Demand Growth”, che calcola la variazione netta a 30 giorni della domanda aggregata sulle due borse – identificata tramite la variazione della supply e la misurazione dell’open interest – possiamo notare un quadro abbastanza critico. Sia sul fronte spot che sui mercati derivati infatti si registra una riduzione estrema dell’interesse speculativo, con dati così pessimi che non si vedevano da oltre 3 anni.

In tal senso, la domanda globale complessiva su Bitcoin ha appena raggiunto quota -500.000 BTC, deficit che identifica il peggior momento del ciclo sul fronte dell’interesse di investimento. A pesare è sopratutto la fase di deleveraging a cui stiamo assistendo, con i futures che solo ieri hanno bruciato 1,75 miliardi di dollari di long, a cui aggiungiamo altri 900 milioni e rotti nella sessione odierna.

Bitcoin domanda di investimento
Domanda ai minimi pluriennali su BitcoinFonte dati: https://cryptoquant.com

3. Perché gli investitori stanno vendendo Bitcoin? e perché non c’è interesse all’acquisto?

Il terzo fattore è quello più complesso da analizzare, poiché dai dati on-chain non possiamo sempre comprendere le motivazioni che risiedono dietro determinate scelte degli operatori di Bitcoin. Una delle spiegazioni più plausibili, che trova conferma sia dal sentiment generale che dalle negoziazioni oltreoceano, riguarda il forte boom delle borse tradizionali statunitensi (e non solo) che stanno verosimilmente drenando liquidità dal mercato crypto.

Mentre su Bitcoin c’è caos, a Wall Street si festeggiano nuovi massimi, con i principali ETF americani che nell’ultimo mese hanno registrato ben 200 miliardi di dollari di inflow complessivi, come riportato da Bloomberg Terminal. Il forte boom dei titoli tech ed AI, così come le prossime super attese IPO di OpenAI, Anthropic e SpaceX, potrebbero essere una delle cause principali del calo della domanda sulle crypto e della volontà degli investitori di scaricare molto velocemente.

C’è però anche un discorso legato ai fattori psicologici, che vedrebbe molti detentori sotto stress dopo aver acquistato con convinzione l’ultimo rally di Bitcoin a $80.000, insieme a quelli che avevano accumulato nei mesi precedenti ad un prezzo medio di carico ancor più elevato. Tutta questa fetta del mercato è ora in panico proprio a causa del loro tempismo di ingresso completamente errato.

Proviamo comunque a guardare al bicchiere mezzo pieno: il rapporto tra profitti e perdite complessive è quasi allo stesso livello del minimo del 2022. La tempesta potrebbe continuare ancora per qualche giorno o qualche settimana, ma come si dice nel gergo: “non può piovere per sempre”.

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