Ieri la settimana si è aperta in positivo sui mercati finanziari dopo lo scrollone ribassista di venerdì scorso. Non c’è stato un Black Monday e gli indici azionari hanno rimbalzato, con il Nasdaq che ha chiuso a +1,48% più contenuto il movimento di S&P 500. Il tentativo di rialzo delle crypto iniziato nel weekend si è invece subito bloccato e Bitcoin ed Ethereum hanno chiuso in negativo.
Il rimbalzo degli indici azionari e la debolezza crypto
Sul fronte azionario il recupero è arrivato grazie ai semiconduttori, protagonisti sia del crollo di venerdì sia della ripartenza di lunedì. Il future del Nasdaq 100 ha chiuso a +1,48% e oggi viaggia intorno a 29.575 punti, in progresso del +0,41%. S&P 500 ha chiuso in lieve rialzo con un +0,30% mentre il Dow Jones è invece rimasto quasi piatto. Il VIX dopo l’impennata del +40% di venerdì ieri ha ritracciato del 12%.

La lettura più interessante arriva però dalla tabella delle performance mensili degli asset finanziari. Da inizio giugno l’unico strumento in rialzo è il petrolio, con il Brent a +2,44%. Tutto il resto è in territorio negativo. Spicca il pesante calo dei metalli preziosi, con l’argento che segna -10,32% nel mese, peggiore anche dell‘oro a -5,09%. Anche il Nasdaq stesso resta sotto la parità mensile, a -2,73% con il prezzo in rimbalzo dal suo primo supporto a 28.880 punti, il principale del vettore che parte dai minimi di aprile passa in area 26.950 punti.

Inflazione, Apple e Oracle muovono la settimana
L’agenda macroeconomica entra nel vivo mercoledì 10 giugno con il dato sull’inflazione USA. Il CPI di maggio è atteso alle 14:30 ora italiana e il consenso vede il dato core annuo intorno al +2,8%. L’attenzione resta alta perché un dato più caldo del previsto rafforzerebbe l’ipotesi di una Fed più rigida, con effetti su rendimenti e asset di rischio. Sul fronte societario, ieri Apple ha aperto la sua conferenza WWDC, l’ultima con Tim Cook nel ruolo di amministratore delegato. Sempre mercoledì, a mercati chiusi, arriva la trimestrale di Oracle, attesa con grande attenzione per il suo enorme portafoglio di ordini legati all’AI.
Bitcoin ed Ethereum non seguono il rimbalzo
Bitcoin non ha partecipato al recupero azionario e al tentativo di rimbalzo del weekend. Ieri ha chiuso in contrazione del -0,39% e attualmente quota 62.238 USDT. Il prezzo si sta comunque muovendo con una volatilità più bassa di quella che ha caratterizzato la scorsa settimana, come si può osservare dal grafico daily. Sul breve, il prezzo resta sotto il primo livello di resistenza che BTC deve superare in area 64.900 USDT.

Situazione analoga per Ethereum, che ieri ha chiuso sostanzialmente invariato e oggi si trova nella medesima situazione, a quota 1.685 USDT. Domenica aveva fatto un rimbalzo più corposo con un +7,76%. Osservando il grafico daily si nota come ETH sia a contatto con il primo livello di resistenza di breve termine dei 1.715 USDT.
Iran, USA e Israele tra diplomazia e ostilità
Sullo sfondo resta la tensione in Medio Oriente, principale fattore di rischio per i mercati. Il presidente statunitense continua a dire che si è vicino a un accordo di pace con l’Iran, ma Teheran ha sospeso alcuni contatti, chiedendo garanzie concrete e la fine delle operazioni ostili nella regione. Sul fronte militare, resta invece aperto il conflitto in Libano, dove Hezbollah ha respinto la tregua e i raid israeliani proseguono.

Il prezzo del petrolio ieri ha ritracciato e anche oggi scende con WTI a 90 dollari e il Brent a 93,20 dollari il barile.
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