ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT®: AllUnity – società che emette stablecoin e che vede anche la partecipazione di Deutsche Bank tramite DWS – è stata tra le prime a credere nella possibilità di avere stablecoin in euro, con una buona domanda di mercato e circolazione. Sono stati nostri ospiti già agli albori della loro attività e oggi, con l’euro digitale che fa capolino, è un buon momento per tracciare insieme uno stato dell’arte del mondo stablecoin nell’area euro.
Per fare il punto della situazione abbiamo intervistato per voi il CEO Alexander Höptner, cercando di punzecchiarlo un po’ su quella che, per molti appassionati crypto, è soltanto l’ennesima riedizione dell’eterna lotta tra il bene e il male.
Euro digitale, stablecoin e futuro dei pagamenti
Criptovaluta.it®: AllUnity è pioniera delle stablecoin in euro. Che cosa è cambiato in termini di domanda, regolamentazione e preparazione istituzionale? Pensi che siamo finalmente “arrivati a destinazione” anche in Europa?
Alexander Höptner: Quello che è cambiato è che regolamentazione, domanda e infrastruttura stanno finalmente convergendo. Con il MiCA, l’Europa dispone ora di un quadro normativo chiaro, che offre alle istituzioni la certezza necessaria per interagire con gli asset digitali. Allo stesso tempo, cresce la domanda di soluzioni di pagamento efficienti, programmabili e sempre attive, mentre la tecnologia sottostante ha raggiunto un livello di maturità adeguato alle esigenze istituzionali.
Siamo davvero arrivati a destinazione? Non ancora del tutto. Ma siamo chiaramente passati alla fase di implementazione. Per la prima volta, molte istituzioni non si chiedono più se debbano adottare stablecoin regolamentate, ma come farlo. È un cambiamento importante e un segnale forte del fatto che l’Europa sta entrando nella prossima fase di adozione.
Criptovaluta.it®: Christine Lagarde e la BCE sostengono che le stablecoin private non siano la risposta alle stablecoin denominate in dollari e che l’Europa abbia bisogno di un euro digitale. Sei d’accordo, oppure le stablecoin private in euro regolamentate possono svolgere questo ruolo?
Alexander Höptner: Un euro digitale retail non è uno strumento pensato per la TradFi globale o per le imprese dell’economia reale che operano a livello internazionale. Sicuramente compete con i meccanismi di pagamento retail esistenti, oggi dominati da operatori statunitensi, e ha un ruolo in questo ambito.
Le stablecoin però sono particolarmente adatte a pagamenti rapidi, programmabili, interoperabili e neutrali, soprattutto nelle transazioni transfrontaliere, nella gestione della tesoreria, nella logistica globale e nei sistemi emergenti di pagamenti agentici.
Non si tratta di una scelta alternativa tra l’uno e l’altro: le stablecoin contribuiranno a costruire le infrastrutture di pagamento su scala globale.
Criptovaluta.it®: Ora anche le banche sono dentro. È una conferma della vostra tesi o una minaccia per emittenti più indipendenti come AllUnity? Qual è il posto di AllUnity in questo nuovo scenario?
Alexander Höptner: Lo vediamo come una conferma, non come una minaccia. L’ingresso delle grandi banche conferma che le stablecoin regolamentate stanno diventando una componente importante dell’infrastruttura finanziaria del futuro.
Qivalis, a quanto ci risulta, punta al mercato interbancario, competendo più direttamente con le soluzioni emergenti basate su deposit token o con la connettività alle banche centrali.
AllUnity si concentra invece sul mercato multi-valuta e multi-stablecoin per i pagamenti transfrontalieri, e ha creato una rete regolamentata di valute digitali che consente al valore di muoversi senza soluzione di continuità oltre i confini nazionali.
Criptovaluta.it®: Le stablecoin in dollari dominano ancora i volumi globali. Che cosa servirebbe per far diventare una stablecoin in euro una vera alternativa e non solo un prodotto locale?
Alexander Höptner: Affinché le stablecoin in euro diventino una vera alternativa, servono liquidità profonda, ampia integrazione istituzionale e una reale utilità oltre i confini europei.
Ciò significa on/off-ramp solidi, utilizzo nel regolamento transfrontaliero, nei flussi di tesoreria e pagamento, e integrazione nelle piattaforme digitali globali.
La regolamentazione europea offre già una base solida. Il passo successivo è scalare questo quadro e lavorare verso un sistema regolamentare armonizzato a livello globale, che consenta on- e off-ramp fluidi per le stablecoin in tutto il mondo.
Criptovaluta.it®: MiCA ha creato certezza giuridica, ma ha anche reso più difficile scalare le stablecoin in euro? Cosa dovrebbe essere rivisto, se necessario, nelle regole sulle stablecoin?
Alexander Höptner: MiCA ha fornito la certezza giuridica di cui il settore aveva bisogno e ha creato una solida base per la crescita.
In prospettiva, una maggiore armonizzazione sui requisiti di gestione delle riserve e sul riconoscimento transfrontaliero delle stablecoin regolamentate al di fuori del quadro MiCA contribuirebbe a rafforzarne la scalabilità e la competitività globale.
Il prossimo passo è garantire che le stablecoin europee possano operare in modo efficiente non solo all’interno dell’UE, ma anche in un mercato globale sempre più interconnesso.
Non c’è alternativa
Difficile dunque sposare la tesi prevalente all’interno di BCE di un euro digitale in grado di sopperire alla domanda di stablecoin che da parte degli utenti e delle imprese è in forte crescita.
La speranza è quella di non vedere forze sprecate in una lotta intestina che non potrà modificare il trend, di livello globale, di maggiore domanda di denaro fiat ma direttamente onchain.
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