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Strategy compra Bitcoin e accumula cash: 209 milioni di azioni vendute per comprare 100 milioni in BTC

Saylor clicca ancora sul tasto buy, ma non può spendere più ciò che raccoglie al 100% in Bitcoin.
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Strategy, la società guidata da Michael Saylor, ha comunicato a SEC l’acquisto di 1.587 Bitcoin, per un controvalore di 100 milioni di dollari. L’acquisto è stato finanziato tramite l’emissione di azioni ordinarie $MSTR, per un controvalore complessivo di 209 milioni. La differenza di 100 milioni di dollari è stata aggiunta al cuscinetto cash che il gruppo accumula per il pagamento dei dividendi delle azioni speciali.

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Il gruppo ripete dunque quanto messo in opera già la scorsa settimana. Vendita (e dunque diluizione) degli investitori ordinari, da un lato per accumulare Bitcoin, dall’altro per rimpinguare un cuscinetto di cash fiat che era stato ridotto per il riacquisto di debito proprio. Una mossa che non è piaciuta molto ai mercati e che Strategy sembrerebbe avere intenzione di correggere.

Tutti i numeri dell’acquisto

Non solo Bitcoin. Per comprendere come si sta muovendo Strategy è necessario guardare anche ad altri numeri. Per finanziare l’acquisto (e l’allargamento del cuscinetto cash) il gruppo ha emesso nuove azioni $MSTR, per un controvalore complessivo di 209 milioni di dollari.

Di questi, 100 milioni sono stati impiegati per l’acquisto di Bitcoin, per la precisione di 1.587 unità. I restanti 100 milioni sono stati invece destinati al cuscinetto di cash di cui sopra, che ora conta 1,1 miliardi di dollari, che sono utili per coprire 7 mesi di dividendi di STRC, a patto che non vengano alzati i dividendi per riportare il titolo a 100$.

Il titolo è infatti rimasto sotto soglia 100$ sin dall’ultima distribuzione di dividendi che ha interessato il gruppo lo scorso mese. E finché rimarrà sotto la soglia dei 100$, non potranno essere emesse azioni $STRC per l’acquisto di Bitcoin.

Un sistema di vasi comunicanti che per i più ottimisti si è adeguato alle vicende di mercato, mentre per i detrattori di Michael Saylor è diventato invece un volano che sta peggiorando rapidamente la situazione finanziaria dell’azienda.

C’è però anche una prova di forza. Il gruppo riesce a emettere azioni $MSTR senza comprimerne eccessivamente il prezzo. Il mNAV, il rapporto calcolato tra capitalizzazione dell’azienda e Bitcoin posseduti ora è a 1,16, pur nella curiosa versione del calcolo utilizzata da Saylor. Di spazio per emettere titoli, senza una mano dal prezzo di Bitcoin, ce ne sarà progressivamente meno.

Ad ogni modo il gruppo, anche per smentire il trend negativo che sarebbe dovuto partire dalla prima vendita degli ormai celebri 32 Bitcoin a maggio, è tornato ad acquistare in quantità relativamente importanti.

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