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Saylor difficoltà

Il “re” di Bitcoin (in borsa) ora è in difficoltà. Le sue azioni speciali si sono fermate e scivolano sotto i 92$

Un brutto momento per le azioni preferred di Strategy. Il gruppo di Michael Saylor fatica a riportare il titolo a 100$.
Saylor difficoltà

STRC, abbiamo un problema. L’azione preferred di Strategy, che è stata volano per la raccolta di importanti capitali, si è fermata. Di più, si è allontanata progressivamente sempre di più dai 100$ di parità, che consentirebbero a Strategy di emetterne di nuove. Una situazione difficile per la più rappresentativa (e ricca) delle società quotate che comprano Bitcoin a mercato.

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STRC ha chiuso ieri le contrattazioni sotto i 92$, tecnicamente al minimo storico, senza che le contromisure adottate dal gruppo (il passaggio al pagamento di dividendi ogni 2 settimane) abbiano sortito degli effetti concreti. Il titolo ha perso, in una sola sessione, un ulteriore 3,5%. Tutto questo mentre invece $SATA di Strive – prodotto pressoché identico, che però paga un dividendo più elevato, si è avvicinato concretamente a quota 100$.

Cosa sta succedendo a STRC?

In breve: non sembra che ci sia domanda sufficiente per le azioni preferred di Michael Saylor, che sono emesse da Strategy e che pagano un dividendo dell’11,50%. Il titolo scambia sensibilmente sotto i 100$ – il prezzo ritenuto di parità – sin dall’emissione dell’ultimo dividendo e non sembra ci sia la forza per tornare verso i 100$, almeno in queste condizioni di mercato.

Tutto questo nonostante le ampie contromisure adottate da Strategy. Su tutte:

  • Ricostruzione del cuscinetto di liquidità: nelle ultime due settimane il gruppo ha aggiunto 200 milioni di dollari alla riserva di cash che servirà per pagare i dividendi.
  • Passaggio a dividendi pagati ogni due settimane: la distribuzione ancora non inizia, ma il cambiamento è stato già approvato. Ci si aspettava rapidamente un ritorno verso i 100$ – dato che il prodotto diventa più appetibile anche sul breve periodo. Cosa che però non è accaduta.

Sono guai veri per Michael Saylor?

In realtà no. O almeno, non completamente. Il mancato ritorno in tempi brevi di $STRC a 100 dollari significa in primo luogo l’impossibilità di emettere nuovi titoli e raccogliere capitale.

Le difficoltà recenti di STRC

Tuttavia, non ha obblighi di rimborso del titolo. Non è debito in senso stretto e non è in alcun modo un’obbligazione. Di più, tecnicamente Saylor potrebbe anche decidere di non pagare dividendi. Avrebbe delle conseguenze reputazionali importanti. Il valore del titolo ne uscirebbe probabilmente distrutto e la difficoltà di raccogliere capitali diventerebbe a quel punto insormontabile. Non è una strada percorribile per Strategy, a meno di problemi assai più importanti ai conti, che per il momento non sono neanche all’orizzonte.

Il problema, se così vogliamo chiamarlo, al momento è per chi ha STRC in cassa. Rientrare in cash significa perdere circa l’8% rispetto al prezzo al quale, probabilmente, si è acquistato il titolo.

Rischi del mestiere, diranno i più cinici. Qualcuno forse chiederà conto a chi lo ha promosso come se si trattasse di un money market fund. O forse no. Il mondo crypto e Bitcoin dimentica, in genere, alla velocità della luce.

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