Home / Bitcoin passa dalle mani deboli a quelle forti: ecco chi sta accumulando durante il ribasso

Bitcoin passaggio di mani accumulazione holder

Bitcoin passa dalle mani deboli a quelle forti: ecco chi sta accumulando durante il ribasso

Bitcoin è ancora debole, mentre gli investitori più razionali continuano a fare scorta. Il bilancio di questi investitori è ai massimi storici.
Bitcoin passaggio di mani accumulazione holder

La situazione di breve periodo per Bitcoin rimane incerta: il breve rally dei giorni scorsi che ha portato i prezzi a $67.000 non è bastato per attivare l’entusiasmo degli investitori. Non a caso in molti – specialmente quelli più orientati alla speculazione – hanno preferito disfarsi delle proprie posizioni durante il rimbalzo, approfittando del recupero per uscire dal mercato in parità o in lieve perdita, nel timore di un possibile nuovo sell-off.

Con Bybit partecipi a Crypto Cup: competizione in cui puoi vincere fino a 200.000$. Segui il link e scopri come partecipare in singolo o a squadre. Se non hai mai effettuato un deposito su Bybit, puoi riscattare anche un bonus di benvenuto!

Nel frattempo, mentre qualcuno svendeva i propri sats in preda al panico, altri ringraziavano dello sconto dei prezzi per accumulare, fino a portare il bilancio delle holding a un nuovo massimo storico. Come ad ogni fase finale del ciclo, Bitcoin passa dalle mani dei più deboli a quelle dei più forti.

E intanto, nel mercato delle opzioni si intravede forse anche un rallentamento delle protezioni dei trader verso il ribasso, segno che il bottom potrebbe essere ormai molto vicino.

Bitcoin: gli short-term escono dal mercato durante i rimbalzi

Osservando la metrica di analisi on-chain SOPR, che evidenzia se i BTC vengono spesi in profitto o in perdita, notiamo molto facilmente che in prossimità del 7 e del 14 giugno si sono verificate delle vendite non appena le monete hanno toccato la soglia di breakeven. Proprio mentre i prezzi accennavano ad un timido recupero, gli investitori sono intervenuti per assorbire il movimento e respingere l’attacco dei tori.

Solitamente quando il SOPR viene rigettato in prossimità del punto 1, significa che il bias del mercato è complessivamente ribassista. Gli operatori non credono nella continuazione del rialzo, e sfruttano l’occasione per liberarsi di posizioni che potrebbero tornare facilmente underwater.

Bitcoin, indicatore SOPRFonte dati: https://studio.glassnode.com/

Questa dinamica è ancora più evidente se isoliamo la coorte degli short-term holder (attivi entro 155 giorni), la quale risulta essere la principale responsabile dell’ultima correzione. Sono infatti gli operatori più esposti nel breve periodo – tipicamente coloro che cercano guadagni facili e veloci – che stanno diffondendo pessimismo nelle borse di Bitcoin con vendite ricorrenti.

E non parliamo di una novità recente ma di un comportamento che va avanti da diversi mesi, e che ha contribuito abbondantemente ad accentuare la debolezza della criptovaluta. Si conferma dunque ancora parecchio lento e doloroso il bear market di Bitcoin, come spiegato da Chris Beamish di Glassnode la scorsa settimana in un’esclusiva dedicata ai nostri lettori.

Bitcoin passa di mani dagli short-term ai long-term

Dal minimo locale di febbraio circa 400.000 BTC, pari al 2% della supply circolante di Bitcoin, sono usciti dagli address contraddistinti come di proprietà degli short-term holder. Si tratta di una fase distribuitiva particolarmente pesante per la struttura dei prezzi della criptovaluta, soprattutto perché non è si quasi mai interrotta – salvo in poche occasioni isolate – aggiungendo pressione di vendita ad ogni accenno di uptrend.

Non è tuttavia una novità che gli STH abbandonino Bitcoin durante i bear market: in genere questo accade sempre più intensamente mano a mano che ci si avvicina al bottom, con il panico che prende il sopravvento sulla razionalità e porta gli operatori ad uscire in fretta e furia dalle proprie detenzioni.

Bitcoin short-term supply
Bitcoin, supply detenuta dagli short-termFonte dati: https://studio.glassnode.com

Dall’altra parte, i long-term holder – ovvero coloro che hanno scambiato monete oltre 155 giorni fa – hanno accumulato la bellezza di 500.000 BTC nello stesso arco temporale. Solitamente chi investe in un orizzonte più di lungo termine tende ad approfittare dei momenti di debolezza come questi per comprare, mentre predilige i bull market per vendere.

Il loro bilancio totale segna attualmente 14,96 milioni di BTC, il livello più alto mai raggiunto nella storia, a dimostrazione del fatto che la lucidità dei long-term vince sempre contro l’euforia degli short-term. Da sottolineare poi come molta supply inerente a questa coorte si trova ancora in profitto, mentre sono quasi esclusivamente gli short-term a soffrire psicologicamente con il portafoglio in rosso.

Bitcoin long-term holder supply
Bitcoin, supply detenuta dai long-term – Fonte dati: https://studio.glassnode.com

Bitcoin è ancora bearish?

Gran parte delle metriche on-chain indicano ancora una condizione strutturale di debolezza per Bitcoin, con i dati sui flussi di capitale e sulla redditività degli address che evidenzia una possibile continuazione del downtrend. Questo è coerente con il comportamento degli STH e degli LTH, sebbene per certi versi potremmo essere anche vicini ad un punto di papabile inversione.

A sostegno di questa tesi, vediamo come sul mercato delle opzioni gli investitori abbiano allentato parecchio la domanda di protezione contro i ribassi, dopo che nelle ultime settimane si era verificato un forte aumento dell’IV su tutte le scadenze di breve, con uno skew dominato dal costo maggiore dei contratti put.

Secondo quanto riportato da Laevitas infatti l’IV ATM a sette giorni è sceso di recente dal 46% fino al 36%, mentre la volatilità realizzata si è affermata al 43%. Al momento le opzioni risultano relativamente economiche da acquistare rispetto ai movimenti effettivi del sottostante, mentre sulla term structure si intravede una curva tipica da contango, cioè con le opzioni di lunga scadenza più onerose di quelle a breve scadenza.

La term structure di Bitcoin indica una curva da contango

Tutto ciò mostra come il mercato delle opzioni stia prezzando un periodo di ipotetica tranquillità sui grafici, mentre in verità Bitcoin sta dimostrando di essere ancora piuttosto volatile. Potrebbe trattarsi di un ottimismo eccessivo degli operatori oppure dell’ultima fase di calma apparente prima della nuova tempesta.

In questo contesto, ci sarà da monitorare la soglia dei $60.000, la cui rottura potrebbe portare a un’ulteriore pressione sugli short-term, con dinamiche di capitolazione già viste al termine dei precedenti bear market, in concordanza con quanto suggerito dall’indicatore NUPL.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments