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Economia

Il dato più importante della settimana: i prezzi fanno tremare Bitcoin e mercati. Come prepararsi

Arriva il PCE e i mercati lo sfrutteranno come indirizzo per il trend. Ecco cosa devi sapere.

19:00 • Pubblicato 21/06/2026

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Scritto da Gianluca Grossi

Caporedattore e Content Strategy

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La settimana che si apre il 22 giugno, vedrà la pubblicazione degli importanti dati sul PCE USA – i prezzi al consumatore. È l’indicatore di inflazione più importante per Federal Reserve ed è in importante rialzo dall’inizio della guerra tra USA e Iran. Il dato che sarà pubblicato giovedì, alle 14:30 ora italiana, farà comunque riferimento al mese di maggio e incorporerà dunque dei prezzi del greggio piuttosto alti.

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Per il mese di aprile il PCE headline, quello che incorpora anche i prezzi degli energetici e degli alimentari, è cresciuto del 3,8% anno su anno. Quello core – che invece esclude alimentari e energetici, è comunque tornato al +3,3%. Una corsa che è già fonte di preoccupazione per Federal Reserve e più in generale per l’economia.

Cosa c’è da sapere sul dato?

Il PCE misura i prezzi che vengono praticati ai consumatori e sono la più importante delle misurazioni dei prezzi negli Stati Uniti. Questo perché misura effettivamente come si stanno muovendo i prezzi al netto dell’inflazione che viene assorbita dai produttori.

Il quadro non è dei più tranquilli. Ci si aspetta un dato ancora molto distante rispetto al target del 2% e dunque fonte di preoccupazione per Fed, che proprio su questa base, ha lanciato già messaggi ampiamente hawkish durante la prima uscita pubblica, a margine del FOMC, di Kevin Warsh.

  • Da prendere con le pinze, al netto dei movimenti di breveSarà comunque un dato da seguire con grande attenzione, anche se da scontare per il particolare momento dei prezzi dovuto alla guerra. Le reazioni di breve saranno con ogni probabilità di quelle che ignorano il contesto macro più ampio. Ci si aspetta inoltre forte volatilità in prossimità dell’uscita del dato.

Quanto conta sul medio e lungo periodo?

In realtà poco. Kevin Warsh, nuovo presidente di Federal Reserve, si è detto convinto e risoluto nel tornare al 2% di inflazione. Sarà però più importante leggere l’inflazione core che quella headline.

Il prezzo del petrolio infatti sta avendo un ruolo importante nell’aumento dei prezzi – e c’è da tenere conto del fatto che i prezzi elevati degli energetici sono legati a una situazione che, almeno all’apparenza, sembrerebbe essere in via di risoluzione. Nel complesso la situazione non è compromessa, almeno per i più ottimisti.

Un dato però più basso di quello del mese precedente potrebbe aiutare a recuperare un po’ di entusiasmo, per mercati che, come è visibile dai dati di cui sopra, puntano su almeno un rialzo dei tassi di interesse entro fine anno.

fedwatch tool analisi
FedWatch Tool di CME anticipa al 90% almeno 1 rialzo dei tassi

Per quanto riguarda Bitcoin, l’asset principale del mondo crypto finirà senza dubbio alcuno per risentire positivamente di un’inflazione più bassa.

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Caporedattore e Content Strategy

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  • Analisi fondamentale e TradFi
  • News crypto, Bitcoin e Blockchain
  • Fintech, banche centrali & law
Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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