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Hack Taiko

Taiko conferma l’hack. Protocollo rollup su Ethereum blocca i bridge. Cosa fare ora?

Hack per un protocollo rollup su rete Ethereum. Manca ancora il post mortem.
Hack Taiko

Taiko ha annunciato un exploit andato a buon fine. Contestualmente, il protocollo ha invitato tutti gli utenti a prelevare i fondi dai bridge, cosa che però non è più possibile dato che il bridge è stato messo in pausa proprio per contenere gli effetti dell’incidente. Si tratta dell’ennesimo caso di hack di bridge per quella che è una delle peggiori fasi per la sicurezza dei protocolli secondari.

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Il protocollo era andato live sulla mainnet poco più di un anno fa, nel maggio 2024. Intanto il protocollo parla di problema per il momento contenuto e sul quale arriveranno aggiornamenti nelle prossime ore. Taiko si sta inoltre coordinando con i principali exchange centralizzati al fine di bloccare gli asset che sono stati sottratti.

L’annuncio di Taiko

Abbiamo confermato la compromissione di uno dei meccanismi di verifica dello stato della chain di Taiko. Come conseguenza di ciò, non ci si può più fidare di tutte le assunzioni di sicurezza dei bridge che sono su Taiko. Ci stiamo coordinando attivamente con il Security Council e i partner dell’ecosistema per contenere l’incidente, mettere in pausa i sistemi ove possibile e intraprendere le azioni legali e tecniche necessarie.

Questo il messaggio originale, arrivato nel cuore della notte, al quale sono poi seguiti due messaggi di aggiornamento.

L’incidente è stato contenuto. Abbiamo messo in pausa il Bridge e la vault ERC20 e i prelievi sono completamente fermi.

Non è chiaro per il momento quali saranno i prossimi passi. Per ora il gruppo afferma che non vi è più la possibilità di prelevare almeno nel breve periodo.

Questo significa che il consiglio di prelevare non è più valido. Il bridge è in pausa e dunque i prelievi non sono possibili al momento. Non hai bisogno di fare nulla. Le transazioni sono sospese, non perse.

Si dovrà aspettare un post-mortem per capire in dettaglio come si sia verificato il problema e quanti asset sono stati sottratti.

Una situazione dunque in evoluzione, sulla quale non mancheremo di tenervi aggiornati sul nostro Canale Telegram. Tutto questo in attesa del post-mortem che aiuterà a comprendere il problema tecnico che ha permesso a hacker non ancora identificati di portare a segno l’attacco.

Nel corso delle ultime settimane ci sono stati frequenti incidenti di sicurezza che hanno riguardato principalmente i bridge che permettono il trasferimento di asset da un protocollo all’altro.

Colpi duri per tanti protocolli secondari della DeFi, che hanno però portato anche a una maggiore attenzione verso certe questioni di sicurezza forse non prese sufficientemente sul serio da una parte del settore. Come tutte le crisi, sarà un’occasione di miglioramento per un comparto che – lo ricordiamo – è ancora molto giovane.

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