C’era un tempo in cui le possibilità di recessione secondo una delle più importanti banche d’affari del mondo erano molto più alte. Ora, dopo che Iran e USA si sono messi tutto sommato d’accordo, il taglio. Per Goldman Sachs le possibilità di una recessione negli Stati Uniti scendono infatti al 15% – in linea con le peggiori previsioni di Fed che abbiamo visto durante il FOMC, nel solito giro trimestrale di previsioni.
L’ultimo aggiornamento era stato al 20%. Hormuz che lentamente sta riaprendo ha fatto il resto. C’è però altro: la grande banca d’affari è piuttosto scettica sulla possibilità che le azioni legate all’intelligenza artificiale continuino a correre, anche nel più ottimista degli scenari che hanno elaborato. Una visione che sembrerebbe essere riflessa dall’andamento di diversi titoli del comparto oggi.
Niente recessione, grazie all’accordo
Goldman Sachs produce periodicamente delle stime sulla possibilità di recessione negli Stati Uniti. Durante l’ultimo aggiornamento il grande gruppo bancario, che è tra i più importanti al mondo, le ha ulteriormente tagliate. Si parla, sul medio e lungo periodo, soltanto del 15% della possibilità che si verifichino due trimestri consecutivi di crescita negativa negli States.
Il gruppo ha inoltre rivisto al 2% la crescita prevista per il secondo trimestre del 2026 da parte degli USA. Una spinta che arriverebbe dal boom dell’intelligenza artificiale anche in termini di quotazioni in borsa e di investimenti.
Tassi? Niente rialzi nel 2026
L’ottimismo di Goldman Sachs è esteso anche alla politica monetaria degli Stati Uniti. Il gruppo continua a sostenere che non ci saranno rialzi ai tassi durante tutto il 2026, sconfessando però quanto i mercati stanno già prezzando da tempo.

E – cosa forse più importante per la narrativa – annullando di fatto quanto è emerso dopo la prima uscita pubblica di Kevin Warsh a margine del FOMC. Toni piuttosto hawkish da parte del neo-presidente di Federal Reserve hanno infatti spinto molti operatori di mercato a prezzare pienamente almeno un aumento dei tassi di riferimento.
Una visione negativa sul ciclo AI
Il più recente report pubblicato da Goldman Sachs non è tutto rose e fiori. Sull’AI il gruppo comincia a nutrire qualche scetticismo, in particolare per quanto riguarda le quotazioni dei titoli del comparto:
Le quotazioni sono elevate anche rispetto al nostro scenario più ottimistico riguardo il valore che sarà creato dall’intelligenza artificiale nel prossimo decennio. Sta dunque diventando sempre più difficile giustificare ulteriori gain consistenti.
Un’opinione che a dire il vero è sempre più condivisa anche ai piani alti, dopo una corsa stellare dell’intera filiera legata al comparto intelligenza artificiale.
Qualche segno di scricchiolio è arrivato anche oggi in borsa, con Google che perde il 6% e SpaceX che torna ai livelli post-IPO, dopo aver toccato quota 220$.
Una situazione però che è più volatile che netta in termini di trend discendente. Ad ogni pausa delle azioni del comparto, andrà pur sottolineato, il grosso degli analisti ha iniziato ad organizzare funerali che poi non si sono mai tenuti.
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