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Bitcoin crypto ETF BTC scarico

100.000 BTC usciti dagli ETF nel 2026: i grandi fondi sono la rovina di Bitcoin?

Si dice che gli ETF siano la causa principale del bear market di Bitcoin. La questione però è leggermente più complessa.
Bitcoin crypto ETF BTC scarico

Dall’inizio del 2026 il bilancio degli inflow per gli ETF Bitcoin è a dir poco disastroso: più di 100.000 BTC usciti dalle tasche degli emittenti, con i vari BlackRock, Fidelity e Grayscale che hanno messo in atto la vendita più pesante mai registrata nella storia di questi prodotti, causando violenti effetti al ribasso sul prezzo della criptovaluta.

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In realtà, per onestà intellettuale, dobbiamo evidenziare come non siano propriamente gli ETF ad aver venduto – in quanto fungono solo da veicolo per l’investimento – ma i clienti che utilizzano gli stessi fondi per investire in Bitcoin. E sempre per onestà intellettuale, vogliamo anche spiegarvi come la situazione, per quanto oggettivamente difficile in questo momento, non sia così drastica come la descrivono le testate e gli influencer.

ETF Bitcoin: uno scarico da 100.000 BTC in 6 mesi

Partiamo dai dati oggettivi: secondo quanto riportano le metriche Glassnode, il bilancio complessivo di tutti i fornitori di ETF Bitcoin sarebbe sceso di circa 100.000 BTC rispetto ai numeri di inizio anno. Da una cifra di 1,3 milioni di monete il 1° gennaio 2026, abbiamo chiuso il mese di giugno a poco più di 1,2 milioni, evidenziando una vendita massiccia della criptovaluta in concomitanza con le fasi più ribassiste per i prezzi.

Se osserviamo più da vicino il grafico, ci accorgiamo che lo scarico è avvenuto principalmente in due sessioni: la prima, da gennaio fino a inizio febbraio, periodo in cui Bitcoin è passato dai $97.000 fino a sfiorare i $60.000. La seconda invece, si è concentrata tra maggio e giugno, mentre il crypto asset per eccellenza subiva un pesante drawdown dagli $80.000 fino ai $58.000.

Il tutto è stato intervallato dai mesi di marzo e aprile che hanno visto un recupero temporaneo di Bitcoin, assieme ad una ripresa dei flussi di investimento oltreoceano. Ad ogni modo, l’outlook complessivo di questo primo semestre degli ETF rimane alquanto cupo, con gli outflow dei fondi quotati in borsa che sembrano essere stati la causa principale della debolezza della moneta.

ETF bilancio Bitcoin
Bilancio dei BTC detenuti dagli ETFFonte dati: https://studio.glassnode.com

La correlazione tra flussi ETF e prezzo di Bitcoin

Non è una novità: se seguite Criptovaluta.it sapete benissimo che la price action di Bitcoin nel corso dell’ultimo ciclo ha seguito quasi perfettamente l’andamento dei flussi ETF. Fino a settembre 2025, fin tanto che gli inflow sono rimasti stabilmente positivi, le quotazioni della criptovaluta sono cresciute fino a toccare nuovi massimi storici a $126.000.

Quando poi, a cavallo tra il Q4 2025 e il Q1 2026, e durante gli ultimi mesi del Q2 2026, i flussi sono scesi in territorio negativo, il prezzo di Bitcoin ha reagito con profonde candele rosse. Dal top di settembre il drawdown complessivo della moneta è del -51,5%, con un totale di 160.000 BTC usciti dagli ETF, di cui 100.000 BTC nel 2026, e altri 60.000 nell’ultimo trimestre del 2025.

Il grafico qui sotto rappresenta il Coinbase Premium Index, una metrica che evidenzia la differenza di prezzo di Bitcoin tra piazze come Coinbase ed altri exchange globali, primo su tutti Binance. Spesso questa chart viene utilizzata per misurare la domanda istituzionale proveniente dagli Stati Uniti, dato che Coinbase rappresenta uno dei principali mercati per questo genere di investitori.

Coinbase Premium Index Bitcoin
Coinbase Premium IndexFonte dati: https://www.coinglass.com

A tal proposito, è molto interessante notare come le zone dove i prezzi di Bitcoin su Coinbase risultano più elevati di altri exchange (premium verde) coincidono con fasi di inflow positivi sugli ETF, proprio quando la domanda istituzionale innesca grossi acquisti sul mercato spot.

È in parte anche a causa di questa forte correlazione se tanti retail stanno iniziando a puntare il dito contro i grandi fondi e gli operatori istituzionali, accusandoli di aver rovinato la sovranità di Bitcoin e aver portato i prezzi in una fase di depressione. Purtroppo però, i retail del settore crypto hanno un brutto vizio, ossia quello di ricordare solo quanto successo sui mercati negli ultimi 6 mesi, e dimenticare tutto ciò che è avvenuto prima.

Zoom-out: nonostante i deflussi, il bilancio degli ETF Bitcoin resta positivo

Se allarghiamo leggermente lo sguardo e analizziamo l’andamento cumulativo degli inflow degli ETF Bitcoin, possiamo notare come il quadro complessivo resti ancora abbondantemente positivo. Dal lancio dei primi strumenti a febbraio 2024, tutti i fondi messi insieme hanno attirato investimenti per un controvalore che oggi supera i 56,8 miliardi di dollari.

Al periodo di massima espansione di ottobre 2025 il saldo segnava 68,3 miliardi di dollari, il che significa che in 9 mesi gli ETF hanno visto uscire circa 11,5 miliardi di dollari, mantenendo però ancora il grosso del valore economico. Se vogliamo guardare il dato da un’altra angolazione, questo deflusso avrebbe solamente annullato gli inflow accumulati da luglio 2025 in poi, riportando il totale ai livelli di metà anno.

Non si è trattato quindi di uno scarico che ha completamente distrutto Bitcoin, e non possiamo accusare gli ETF di aver remato contro la criptovaluta, visto che gli stessi fondi detengono ancora oltre il 6% della supply circolante della moneta, per una somma che è ancora oggi estremamente indicativa dell’interesse istituzionale presente negli USA.

Bitcoin ETF flussi totale
Inflow cumulativi degli ETF Bitcoin – Fonte dati: https://cryptoquant.com

Piuttosto che gridare allo scandalo, dovremmo invece osservare i preziosi dettagli che ci forniscono i grafici: il prezzo di Bitcoin è tornato agli stessi livelli di ottobre 2024, mentre i flussi degli ETF sono ancora alla stessa altezza di luglio 2025. Questo significa che, nonostante il crollo dei prezzi della criptovaluta, gli investitori istituzionali hanno mantenuto una quota relativamente alta delle proprie posizioni, segno di fiducia nei confronti dell’asset.

Cosa dobbiamo guardare ora?

Invece che gridare al magna magna, possiamo concentrarci su qualche dato molto interessante che potrebbe aiutarci a comprendere la direzione futura dei prezzi di Bitcoin. Uno degli elementi più importanti che emergono dall’analisi on-chain dei flussi degli ETF riguarda il cosiddetto “realized price”, ovvero il prezzo medio di acquisto delle quote di BTC detenute dai fondi.

In questo momento il realized price segna $72.300, distante all’incirca il 18% dai prezzi attuali di Bitcoin, considerando le quotazioni al momento della stesura dell’articolo. In media gli investitori esposti tramite ETF sono underwater in questo momento, il che potrebbe anche essere uno dei motivi che ha incentivato i deflussi nell’ultimo periodo.

Recuperare questo livello potrebbe risultare estremamente importante per riprendere slancio nel medio periodo e riportare il segmento istituzionale in una condizione più serena dal punto di vista della profittabilità.

ETF Bitcoin prezzo realizzato
Realized price degli ETF BitcoinFonte dati: https://cryptoquant.com

Ricordiamo anche che il realized price dell’intero network Bitcoin (considerando tutti i BTC in circolazione on-chain) è fissato attualmente a $53.100. In tutti i precedenti bear market il bottom è stato toccato con i prezzi leggermente sotto questa metrica. Vedremo se anche in questo ciclo si ripeteranno gli stessi schemi del passato.

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