Cina e oro sono due nomi che sentite associati di frequente. La banca centrale di Pechino ha acquistato, negli ultimi anni, quantità enormi di oro, anche per completare un piano di disimpegno graduale dal debito pubblico USA. La notizia però che sta facendo il giro del mondo riguarda altri investitori. Sono i piccoli retail, risparmiatori che si sono fatti ingolosire da una corsa incredibile e che ora però, in Cina, non avranno più accesso a questo trade.
Stanno infatti arrivando, neanche troppo alla spicciolata, comunicazioni da parte delle più grandi banche commerciali, che indicano lo stop a qualunque tipo di acquisto, trading sul paper gold e fisico e anche la negazione dell’accesso ai principali banchi metalli. Dato che ogni decisione sull’oro si accompagna al suo buon numero di teorie del complotto, cerchiamo di fare chiarezza sul tema.
Cosa sta succedendo in Cina e perché
In realtà tutto è partito con una comunicazione di ICBC (Industrial and Commercial Bank of China), una delle banche di dimensioni più importanti non in Cina, ma al mondo. Il gruppo ha comunicato che dal 24 luglio, gli account individuali non potranno più accedere a tutta una serie di servizi legati agli investimenti all’oro.
Non è l’unica, perché poi sono arrivate le comunicazioni di Ping An, di China Guangfa Bank e ci si aspetta che ne arrivino delle altre. Il movimento sembra coordinato e c’è il serio sospetto che ci siano ordini dall’alto (e dunque dal Partito) per mettere fine agli investimenti in oro da parte della popolazione.
Perché? La versione ufficiale è che la Cina voglia mettere fine all’enorme speculazione sull’oro, condotta da una popolazione che più e più volte si è vista imporre limiti all’accesso ai mercati finanziari.

La volatilità del prezzo dell’oro delle ultime settimane, accompagnata poi anche da aumenti dei margini richiesti per fare trading di paper gold, ovvero di contratti sull’oro, sono gli altri elementi che abbiamo a disposizione per cercare di comprendere la situazione.
Qui ne ha parlato anche South China Morning Post, uno dei giornali più importanti tra quelli che si occupano, in Cina e per gli stranieri, di questioni economiche e di mercato.
La questione riguarda anche l’argento
La questione riguarda anche l’argento, che se vogliamo ha avuto movimenti ancora più bruschi, segnale di movimenti e atteggiamenti speculativi che hanno finito per attirare anche i piccoli investitori.
Sembrerebbero essere tutti concordi: si tratta del tentativo di contenimento (e di protezione) da parte di autorità che non hanno mai fatto mistero di voler gestire le modalità di accesso ai mercati da parte della popolazione (e spesso anche da parte degli operatori professionali).
La questione non sembrerebbe aver avuto, se non sul brevissimo periodo, impatto sul mercato dell’oro. Dopotutto si tratta di un mercato globale, che è agitato da ben altri spettri di recente.
In tanti però continuano a credere che si tratti di una parte di un disegno più ampio. La materia prima che la banca centrale cinese accumula a ritmi spaventosi non deve essere oggetto di interesse da parte… del popolino?
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