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Russia: tutto pronto per il rublo digitale. Arriverà prima dell’euro, ma sulla diffusione… ci sarà da lavorare

Arriva il rublo digitale. La banca centrale russa però dovrà inventarsi qualcos'altro per i pagamenti da e verso la Russia.
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Secondo la governatrice della banca centrale russa, tutto sarebbe pronto o quasi per il lancio del rublo digitale, ovvero di una versione CBDC della divisa nazionale russa, che sarà emessa direttamente dalla banca centrale e con diffusione principalmente interna. Un percorso, quello delle CBDC, che è stato già intrapreso e portato a termine dalla Cina e che invece è ancora in corso in Europa.

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Sarebbero già pronti sia le maggiori banche della Russia sia i retailer più importanti, che dovrebbero così permettere un utilizzo e una distribuzione capillare del rublo digitale. Per gli scambi con l’estero invece, almeno secondo l’agenzia TASS, si starebbe guardando con una certa convinzione al settore stablecoin.

Come funzionerà?

In realtà di chiaro c’è ancora relativamente poco. Sono coinvolte le banche di importanaz sistemica dell’economia di Mosca e sono coinvolte anche diverse imprese locali di grandi dimensioni, al fine di garantire una prima circolazione e accettazione della versione digitale del rublo.

In aggiunta secondo Elvira Nabiullina, si starebbe valutando la possibilità di permettere alle banche commerciali di detenere rubli digitali in cassa, anche come depositi, al fine di aumentarne appetibilità e diffusione. Per ora però non si sarebbe ancora presa una decisione.

vogliamo che ci sia una domanda reale da parte della popolazione e delle attività per il rublo digitale. E, ovviamente, il progetto continuerà a essere sviluppato.

Questo è il commento a margine della governatrice della banca centrale russa, istituzione che ha seguito e indirizzato lo sviluppo della divisa digitale.

Euro digitale “in ritardo”, ma sul binario giusto

In Europa, o meglio nell’area euro, le cose si sono fatte più lentamente e dovremmo vedere l’euro digitale arrivare nelle “tasche” dei cittadini e dei residenti nel 2029. Sembrerebbero essere stati superati gli ostacoli di carattere politico, che erano poi la fonte di preoccupazione principale per la Banca Centrale Europea, che è il più forte sponsor di questa iniziativa.

Non dovrebbero esserci altri intoppi e si dovrebbe arrivare a destinazione entro i tempi previsti. Negli USA invece ci sarà presto un ban di ogni attività di questo tipo, almeno momentaneo. Negli States si è preferito affidare la circolazione di una versione digitale del dollaro a stablecoin emesse da privati. Percorsi diversi che isolano – se vogliamo – gli USA.

L’esperimento con lo yuan digitale in Cina non ha prodotto però, almeno fino a oggi, dei grandi risultati. La popolazione è relativamente restia a utilizzarlo e i vecchi sistemi elettronici di pagamento, poi traslati anche alle App, rimangono i preferiti.

Il cammino di BCE, che punta a offrire un’alternativa a Visa e Mastercard e più in generale agli altri sistemi di pagamento non europei sembrerebbe essere in salita.

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