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Petrolio Wall Street Bitcoin

Crypto e Bitcoin soffrono petrolio e chip. Wall Street e borse mondiali tentano il recupero

Mercati in fermento tra tensioni USA-Iran e rally del petrolio. Bitcoin ed Ethereum in calo mostrano incertezza in attesa di conferme. Tensioni Fed.
Petrolio Wall Street Bitcoin

I mercati azionari globali vivono una nuova fase di forte nervosismo. Non pesano solo i timori sui chip, ma anche le nuove tensioni geopolitiche legate al petrolio. Le crypto, però, ne risentono in misura ancora maggiore. Bitcoin ed Ethereum ieri hanno chiuso per il secondo giorno consecutivo in calo. L’intero comparto crypto resta sotto pressione erodendo i guadagni dei primi giorni di luglio.

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Crypto e Wall Street nervosi tra chip, petrolio e geopolitica

Il calo del settore crypto si osserva bene sul grafico 4H della Top 20 da inizio luglio, dove emerge la fase di contrazione dei prezzi, ormai in atto da tre giorni. Il trend continua a inclinare al ribasso, anche se nelle ultime ore si vedono segnali di ripresa.

Crypto Top 20 da inizio luglio
Crypto Top 20 da inizio luglio 2026

Su base settimanale Bitcoin cede ora -2,52% e attualmente quota 62.285 USDT, mentre Ethereum arretra del -3,6% al prezzo di 1.737 USDT. Peggio fa Cardano con un -12,24%, seguito da Stellar a -10,72%. Lo scenario però cambia su base mensile, dove il comparto resta ancora in positivo. Qui solamente Stellar è tornata in negativo, con un -4%. Bitcoin resta in verde di un +5,83%, Ethereum di un +10,12%. Nel quadro annuale spicca sempre solo Hyperliquid, con un +164%.

Azionari USA e Asia in ordine sparso

Ieri Wall Street ha chiuso contrastata, con il Dow Jones che ha chiuso -1,09%, mentre il future Nasdaq 100 ha tenuto, chiudendo in recupero a +0,29%, sostenuto dal rimbalzo dei semiconduttori. A pesare sono stati i bancari e i timori legati al petrolio. S&P 500 ha contenuto il ribasso a un -0,30%. Invece l’apertura notturna odierna è per tutti e tre gli indici in positivo.

Future Nasdaq - S&P 500 - Dow Jones - daily 09 luglio 2026
Future Nasdaq – S&P 500 – Dow Jones – daily 09 luglio 2026

In Asia il quadro resta contrastato, con il KOSPI coreano, molto esposto ai chip, che dopo la discesa dei giorni scorsi oggi è quasi invariato. Il future Nikkei 225 registra un rialzo del +1,90%.

Chip in rialzo, hyperscaler in calo

Nel dettaglio la reazione del Nasdaq di ieri si è avuta grazie a Broadcom che ha chiuso a +4,83%. Il titolo è stato spinto dall’accordo pluriennale con Apple, superiore a 30 miliardi di dollari. Bene anche Nvidia, +3,6%, sulle aperture cinesi all’acquisto dei chip H200. Hanno invece sofferto gli hyperscaler: Alphabet, Amazon e Microsoft hanno chiuso in calo, tra l’1 e il 2%, penalizzati dai timori di una spesa eccessiva sui data center per l’intelligenza artificiale. Prosegue così la rotazione tra semiconduttori e big tech, tema dominante delle ultime sedute.

Tensioni USA-Iran e corsa del petrolio

Sul fronte geopolitico, gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran per il secondo giorno consecutivo, con circa 90 obiettivi militari centrati nelle ultime 24 ore. Teheran ha risposto contro basi americane in Bahrein e Kuwait. L’escalation è partita dagli attacchi a navi commerciali nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le forniture energetiche mondiali.

Al vertice NATO di Ankara, il presidente Trump ha dichiarato finita la tregua e ripristinato il blocco navale. Washington ha inoltre revocato la licenza che permetteva all’Iran di vendere greggio. Sul grafico weekly allegato si può osservare l’andamento del prezzo del WTI che chiude a 74,45 dollari, mentre il Brent sale a 78,90 dollari al barile. Entrambi in rialzo su base weekly, rispettivamente del +8,40% e del +9,45% interrompendo una discesa che durava da cinque settimane.

Petrolio WTI e Brent - weekly 09 luglio 2026
Petrolio WTI e Brent – weekly 09 luglio 2026

Agenda macro e minute della Fed

Sul piano macroeconomico, le minute della Fed di giugno hanno mostrato un tono restrittivo. Alcuni membri hanno aperto a un possibile rialzo dei tassi. La Fed, guidata da Kevin Warsh, mantiene il costo del denaro in area 3,50-3,75%. Dopo le minute, le attese di una stretta a settembre sono tornate a salire. Oggi l’attenzione va alle richieste di sussidi di disoccupazione, alle 14:30 italiane. Il prossimo appuntamento chiave resta il dato sull’inflazione CPI di giugno, atteso il 14 luglio.

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