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SWIFT BLOCKCHAIn

SWIFT lancia la sua blockchain. 17 banche dentro per contrastare l’arrivo delle stablecoin

SWIFT è pronta: pagamenti transnazionali "tokenizzati", per sfidare il mondo delle blockchain pubbliche.
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Arriva la risposta del mondo TradFi alla crescita del comparto stablecoin crypto e pagamenti. SWIFT ha infatti appena comunicato la nascita della sua blockchain, con un progetto pilota al quale hanno partecipato 17 banche. L’obiettivo è quello di fornire, citiamo il comunicato ufficiale di SWIFT, un’infrastruttura globale affidabile per i pagamenti in forma tokenizzata, in particolare per i trasferimenti oltre confine.

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Nella lista delle 17 banche che hanno partecipato al progetto pilota non figurano istituti italiani, nonostante il recente impegno di UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banca Sella nel settore delle stablecoin, all’interno del consorzio Qivalis.

10 minuti per un pagamento

I vantaggi, secondo SWIFT, sono diversi. In primis SWIFT si ritiene maggiormente affidabile, per il settore bancario classico, rispetto a soluzioni su blockchain pubbliche.

In secondo luogo, ci sono le prestazioni. Benché diverse delle funzionalità saranno introdotte in un secondo momento, SWIFT ha parlato nel suo comunicato di pagamenti completati entro 10 minuti per il 75% dei trasferimenti durante la fase di test, con il grosso che è stato completato nel giro di pochi secondi.

SWIFT avrebbe inoltre intenzione di integrare un circuito per i pagamenti anche retail e dunque aperto al grande pubblico.

Le banche che hanno partecipato all’esperimento

Sono diciassette le banche che hanno partecipato all’esperimento. Tra queste BNP Paribas, Citi, BNY, ANZ, Lloyds Bank, Standard Chartered, UBS e Wells Fargo.

Non risulta la presenza, almeno per il momento, di banche italiane, nonostante in tre siano presenti nel consorzio Qivalis, per l’emissione di una stablecoin legata all’euro.

Altre banche entreranno certamente a far parte del progetto di SWIFT in futuro, con l’istituto che può contare su una diffusione capillare tra gli istituti bancari, sulla quale fare leva per proporre la sua tecnologia.

Lotta dura per i pagamenti, dentro e fuori i confini

In realtà di soluzioni che stanno cercando di competere in uno spazio che è stato aperto e rinnovato dal mondo crypto ce ne sono diverse. BCE continua a spingere per il suo euro digitale, anche in chiave anti stablecoin. Poi ci sono le banche private, europee e non, che stanno alla spicciolata creando consorzi per l’emissione di token stable ancorati o al dollaro o all’euro, con iniziative recenti anche in Giappone.

SWIFT propone però, dal canto suo, un approccio che poggia su sistemi che le banche già conoscono, che sono certamente allineati con quanto previsto dalla legge e che almeno sulla carta dovrebbero avere maggiore credibilità.

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