Nel mese di luglio l’outlook di Bitcoin è sensibilmente migliorato. Dopo aver toccato un nuovo minimo del ciclo al di sotto dei $58.000, la criptovaluta ha tirato fuori l’orgoglio e ha reagito con forza, mettendo a segno un importante recupero con un movimento da circa il +12%. Mentre scriviamo $BTC quota $64.635, un livello che ora diversi trader considerano come una base d’appoggio per puntare a un’estensione del rally fino ad almeno il termine del mese.
Il target che fa più gola è quello dei $70.000, livello psicologico su cui alcuni operatori del mercato delle opzioni hanno concentrato le proprie scommesse a breve termine. Da qui alle prossime settimane, il prezzo di Bitcoin potrebbe facilmente avvicinarsi a quella soglia, complice anche un ottimismo che va pian piano diffondendosi tra gli appassionati. Tuttavia, in questo momento i dati on-chain ci invitano implicitamente alla cautela.
Bitcoin: cresce l’interesse per il target dei $70.000 alla fine di luglio
Secondo i dati della piattaforma Deribit, i $70.000 rappresentano lo strike price con più valore nozionale di contratti call rispetto a tutti gli altri strike di tutte le scadenze aggregate del 2026. In totale vediamo infatti oltre 25.300 contratti stipulati su quel livello, pari a un controvalore di 1,64 miliardi di dollari.
Di quella cifra, circa 1,14 miliardi riguardano l’expiry del 31 luglio, che al momento costituisce la scadenza più carica dell’anno in termini di open interest, e dunque quella su cui dobbiamo porre più attenzione per valutare la possibile estensione del rally di Bitcoin. Come potete vedere dal grafico, c’è un grande interesse per portare $BTC al di sopra dei $70.000 entro la fine del mese, con il secondo target rilevante che è quello dei $72.000, dove troviamo altri 720 milioni di dollari di scommesse.

Nel frattempo la volatilità implicita si sta attenuando (insieme a una term structure che conferma il contango, ossia una situazione di basso stress nel breve periodo), così come lo skew, che rispetto al 13 luglio mostra una domanda di protezione verso le put decisamente più ridotta. Inoltre, per il 31 luglio il rapporto put/call è ampiamente a favore di chi cerca il rialzo: tutti questi elementi ci spingono a pensare che Bitcoin potrebbe alimentare ulteriormente la spinta al rialzo nelle prossime sessioni.
Vi segnaliamo anche, come riportato da Laevitas, che proprio nelle ultime ore si sta osservando un notevole aumento di strategie bull call spread attorno al range $70.000-$72.000. Ciò suggerisce che i trader si aspettano un rally moderato di Bitcoin fino alla fine del mese, con un potenziale rialzista concentrato all’interno di quest’area, senza tuttavia puntare su un’estensione più ampia del movimento.
Gli investitori long-term di Bitcoin stanno limitando le perdite
Sebbene l’option flow sul mercato di Deribit restituisca un clima di ottimismo nell’aria, ci sono purtroppo anche alcuni segnali non indifferenti che vanno interpretati in chiave ribassista. Uno di questi consiste nell’elevato volume di perdite realizzate registrato dalla categoria dei long-term holder di Bitcoin, ossia quegli investitori che hanno acquistato il crypto asset più di 6 mesi fa, ovvero su livelli di prezzo ben più alti di quelli attuali.
In questo momento i long-term stanno approfittando del balzo positivo della criptovaluta per limitare le proprie perdite, con i volumi che sfiorano i 110 milioni di dollari. Questo rappresenta un fattore che rischia di indebolire il trend di breve periodo, innescando pressione ribassista dalle coorti più anziane del mercato, che sono anche quelle che detengono più supply (e quindi più offerta da poter potenzialmente vendere) rispetto agli indirizzi giovani.

Per rendere l’idea della forza del movimento, le perdite realizzate delle ultime ore superano addirittura quelle registrate a inizio mese mentre Bitcoin aggiornava il suo nuovo minimo. Oltretutto, un’altra impennata della metrica si è registrata il 14 luglio mentre la moneta rompeva i $64.000, segno che purtroppo gli LTH non sono granché fiduciosi sulla tenuta del rally.
Anche gli investitori più giovani riducono le posizioni
A questa situazione già di per sé complessa si aggiungono anche gli short-term holder, ovvero i detentori di Bitcoin con età inferiore a 6 mesi, che dopo aver acquistato a prezzi scontati nelle ultime settimane, ora stanno realizzando i profitti. Anche in questo caso, il dato mostra una spike proprio in concomitanza dell’ultimo aumento di prezzo di Bitcoin, il che evidenzia come anche le entità più giovani non siano intenzionate a holdare a lungo la moneta.
Ad ogni modo, la cosa forse più preoccupante è che questa forza dal lato vendite degli short term si sta palesando insieme alla contrazione dei long-term, implicando una doppia pressione negativa sui flussi on-chain. Non è esattamente quello che volevamo vedere in questo momento per puntare a un ritorno in bull market.

Tutti questi ragionamenti vengono confermati dalla metrica SOPR (Spent Output Profit Ratio), che mostra come dal 21 giugno in poi la supply aggregata di Bitcoin non sia più stata spesa in condizioni di profitto. La maggior parte dei movimenti avvenuti in rete rappresenta monete spostate in perdita, nonostante il notevole cambio di passo positivo osservato a luglio.
Affinché Bitcoin possa veramente protrarre la sua corsa oltre i $70.000, ci sarà necessariamente da controllare come si comporteranno le varie coorti man mano che il prezzo si avvicinerà a livelli più elevati.
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