I fondi money market si stanno orientando verso duration sempre più brevi negli Stati Uniti. Ovvero stanno preferendo scadenze di breve e brevissimo termine, spinti ad agire così per l’incertezza che deriva dalle ultime uscite dei membri del board di Federal Reserve e anche del presidente Kevin Warsh. OKX ha per te l’8% sui versamenti. Iscriviti da qui per ottenere anche un bonus di 400€ in Bitcoin e per partecipare all’estrazione di 3 BTC.
È una fase di grandi movimenti da parte dei gestori più sofisticati. Soltanto poche ore fa abbiamo segnalato lo scarico di titoli tech e AI da parte dei fondi hedge, che si sono riposizionati prima del grande shift di questi titoli sui mercati. Ora tocca ai fondi money market, almeno secondo quanto riportato da Bloomberg.
Maturity media scesa del 10%
Secondo i dati che sono stati diffusi da Crane Data, la maturity media dei titoli detenuti dai fondi money market è scesa da 45 a 40 giorni, un cambiamento significativo e che sarebbe segnale dell’assenza di volontà di farsi carico dei rischi legati alle future decisioni di Federal Reserve.
Inoltre c’è stato un aumento delle allocazioni in repo, titoli con cedola variabile e esposizione ai Treasury. Nel complesso però la quota investita in Treasury bills è stata ridotta. Questo nonostante il fatto – sottolinea Bloomberg – che il governo USA abbia aumentato significativamente la loro emissione.
È una segnalazione chiara dell’incertezza che alberga in chi dovrebbe prevedere, con ragionevole certezza, le prossime mosse di politica monetaria da parte degli Stati Uniti. Mosse che sono caratterizzate da un’importante incertezza. I mercati degli swap prezzano ancora tra 1 e 2 aumenti dei tassi da qui a fine anno, con il prossimo appuntamento però, quello del 29 luglio, per il quale i mercati scontano solo al 16,6% la possibilità di rialzi dei tassi.
Una situazione di difficile lettura e che peggiorerà nei prossimi giorni, in assenza però di dati rilevanti per quanto riguarda la politica monetaria degli Stati Uniti. Non ci saranno infatti novità sostanziali né dai dati sull’inflazione, né invece dai dati che riguardano il mondo del lavoro, fatti salvi i dati settimanali sulle richieste di sussidio di disoccupazione.
Mercati dei bond nervosi anche altrove
È bastata una frase fuori posto di Andy Burnham, nuovo premier del Regno Unito, per far schizzare verso l’alto i rendimenti del debito pubblico di Londra. Flessibilità fiscale è una locuzione che evidentemente i mercati non apprezzano granché, mentre una parte consistente delle preoccupazioni deriva proprio dalla situazione debitoria del grosso delle economie sviluppate.
Anche questo sarà un importante termometro di ciò che i mercati ritengono che potrà accadere.
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