Per lo storico exchange BitMEX, che proprio ieri ha annunciato che chiuderà i battenti il 23 settembre prossimo, ci sono altri problemi. BKX Services e un trader identificato con il nome di David Namdar hanno infatti citato in giudizio l’exchange, per aver perso 622,66 Bitcoin tramite liquidazioni forzate. Citati in giudizio anche i fondatori dell’exchange Arthur Hayes, Samuel Reed e Benjamin Delo.
Si tratta per ora soltanto di una citazione in giudizio, che non è stata ancora giudicata dalla corte e non è chiaro quanto siano fondate le richieste dei trader. Più interessante l’accusa di operare un Insider Trading Desk e della presenza di account interni che avrebbero continuato a operare anche durante le fasi di irraggiungibilità della piattaforma per gli utenti comuni.
Oltre 600 Bitcoin richiesti come compensazione
L’ammontare delle perdite riportate da chi ha citato in giudizio l’exchange BitMEX il giorno stesso dell’annuncio della chiusura è di circa 622,66 Bitcoin per un controvalore superiore ai 40 milioni di dollari.
L’accusa è di aver chiuso delle posizioni forzosamente nonostante ci fosse margine a sufficienza per coprire le perdite. In aggiunta, sempre secondo l’accusa i Bitcoin rimasti dopo l’operazione di liquidazione sarebbero stati trasferiti al fondo di emergenza dell’exchange.
L’exchange avrebbe già negato ogni tipo di addebito e non è chiaro a questo punto se i giudici decideranno di dare seguito alle accuse e portare BitMEX in tribunale. Non è la prima volta che l’exchange viene citato in giudizio per questioni simili.
È infatti avvenuto già nel 2020, senza che però allora i giudici diedero seguito a quanto dichiarato dall’accusa.
BitMEX chiuderà il prossimo 23 settembre
Curioso il tempismo: l’accusa è stata infatti depositata presso la corte del distretto di Southern District of New York nello stesso giorno in cui BitMEX ha annunciato la chiusura delle proprie attività, confermando al tempo stesso che i fondi dei clienti sono al sicuro e che è già possibile prelevarli.
Secondo i bene informati BitMEX avrebbe cercato degli acquirenti per mesi negli Stati Uniti senza successo e senza offerte che superassero il fondo di garanzia detenuto dall’exchange.
Questo avrebbe portato alla decisione di chiudere le attività di un exchange che ha operato ininterrottamente dal 2014 e che ha di fatto inventato i perpetual futures, strumenti oggi molto diffusi nel mondo del trading crypto (e che stanno iniziando ad avere una certa diffusione anche nel mondo TradFi).
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