In pochi si sarebbero mai immaginati di vedere Apple perdere il 10% in una sola sessione, in assenza di notizie di bombardamenti della sede di Cupertino o di incredibili innovazioni dei concorrenti. Sono invece bastate delle trimestrali tiepide, che hanno comunque battuto le previsioni, per affossare quella che era diventata l’azienda più capitalizzata al mondo. Di contro, vola Amazon, per gli stessi motivi anche se in senso speculare. È una giornata non adatta agli stomaci deboli a Wall Street, per borse che – almeno in termini di volatilità – assomigliano sempre di più ai mercati crypto che furono.
In media però è una giornata sì di ordinaria follia, ma con i principali indici americani che dopo un’apertura in forte ribasso hanno risalito la china e puntano a chiudere la settimana con una sessione in positivo. Pagano un prezzo relativamente alto le criptovalute, con Bitcoin che si appresta a chiudere la settimana di scambi classici con un -3% sulle 24h.
Male tutte le azioni del comparto crypto
Coinbase – dopo trimestrali deludenti – perde oltre l’11% in borsa nel momento in cui scriviamo. Non è però l’unica azienda del mondo crypto a registrare perdite. Fanno male Circle, Gemini, Bitmine, ma anche Nakamoto. Bene, anche se con solo lo 0,75% di gain, STRC, le azioni speciali di Saylor/Strategy, che il gruppo ha intenzione di riportare a 100$, per poter tornare a comprare Bitcoin.
Per il resto soffrono le azioni ordinarie del gruppo: MSTR si appresta a chiudere l’ultima sessione della settimana con un -5% e con il prezzo sotto i 93$.
È una sessione negativa per tutto il comparto, con Solmate che nonostante la partnership annunciata con Kraken perde l’1,5% in borsa e scende sotto i 4$ per singola azione.
Benino i chip, bene il comparto semiconduttori, bene il software
Per il resto, al netto dell’orribile performance di Apple (-10%) fanno bene Nvidia (+1,65%), ma soprattutto Amazon (+15,4%), che si gode trimestrali che hanno segnalato una forte crescita per il comparto cloud e AI.

Male Micron, che perde il 4,33% e male anche SNDK, all’interno di una mappa dei guadagni e delle perdite altrimenti ricca di segni positivi. Le performance degli indici, per intenderci, sarebbero state di molto migliori se non ci fosse stato il quasi -10% da parte dell’azienda fino a ieri più capitalizzata al mondo.
Il mercato probabilmente sta ancora digerendo la fine del fondo del suo bambino prodigio.
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