Nessuno si sarebbe potuto aspettare un miracolo. I conti sono in leggero miglioramento, ma comunque lontani da quanto ci si potrebbe aspettare da un’azienda in salute. Gemini ha fatto registrare per il trimestre che si è concluso in giugno perdite per 132,2 milioni di dollari, e ricavi per soli 45,5 milioni di dollari.
Buoni i numeri che arrivano dal segmento carte e da quello prediction market, per il quale il gruppo ha ottenuto una sorta di licenza provvisoria da CFTC, l’agenzia governativa USA che si occupa di mercato dei derivati. Il gruppo, ha commentato il presidente Cameron Winklevoss:
È cambiato di più negli ultimi 9 mesi che negli ultimi 10 anni.
Riferendosi appunto ai nuovi servizi offerti, che includono ora un prediction market e anche una clearinghouse di derivati.
In crescita gli utenti
Sono in crescita gli utenti che effettuano transazioni sulla piattaforma (+11% anno su anno), per una crescita che è interessante soprattutto alla luce del pessimo trimestre vissuto dal grosso degli intermediari crypto. I volumi sono stati infatti bassi per tutto il comparto, complice una fase di mercato poco entusiasmante anche sotto il profilo dei prezzi.
I mercati hanno reagito punendo il titolo con un -5,5%, dopo aver toccato anche il -7%. Nel complesso, dalla IPO, il titolo ha perso oltre l’88% del suo valore.
Per il resto l’uscita da una situazione difficile sia per l’exchange in particolare sia per il comparto in generale potrebbe non essere facile.
Sul nostro Canale VIP avevamo già affrontato e analizzato la situazione complicata di Gemini, che nonostante una sorta di vicinanza all’attuale amministrazione, ha accumulato una distanza importante dai big che operano negli Stati Uniti. La scarsa presenza in settori redditizi come quello delle stablecoin rende l’intero impianto di Gemini difficile da gestire sotto il piano della redditività.
Per quanto riguarda il settore prediction market, per quando sia una divisione di Gemini in crescita, dovrà fare i conti con quello che di fatto è un duopolio di Kalshi e Polymarket.
I mercati hanno pertanto punito più le prospettive (assenti?) per l’exchange che risultati finanziari comunque in miglioramento rispetto al trimestre precedente.
La situazione complessiva degli exchange quotati non è comunque delle migliori, a causa di un contesto di mercato che permette di fare pochi profitti (mancano i volumi) e di un momento complessivamente difficile per il comparto.
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