Home / Strategy, sbagliando, non si ferma su Bitcoin. Le 3 ossessioni di Saylor che spingono quando bisognerebbe frenare

saylor errore

Strategy, sbagliando, non si ferma su Bitcoin. Le 3 ossessioni di Saylor che spingono quando bisognerebbe frenare

saylor errore

Non siamo mai stati morbidi con Michael Saylor – e non per antipatia personale. Anzi, Michael Saylor ha fattivamente operato per il bene del (prezzo di) Bitcoin e stargli a fare le pulci oltre il dovuto sarebbe mala creanza. Tuttavia, almeno a chi vi scrive, la mossa di oggi appare assai bizzarra. Saylor ha infatti deciso di vendere altre azioni MSTR di nuova emissione per finanziare non il cuscinetto cash, non riacquisti consistenti di STRC (o meglio sì, ma non solo), ma anche un acquisto di Bitcoin. Tutto questo mentre il CEO di Strategy, Phong Le, aveva affermato pochi giorni fa che la priorità dell’azienda era quella di tornare a 100$ con STRC. Se non hai capito nulla di quanto abbiamo scritto, continua a leggere, perché cercheremo di spiegare tutto per filo e per segno.

[/gift]Bitpanda ti regala 15€ in Bitcoin se investi almeno 50€ all’interno della sua piattaforma. Bitpanda è regolamentato in Europa e ti mette a disposizione tanto su cui investire: azioni, ETF, commodity e, chiaramente, anche crypto.[/gift]

La tesi che sostiene chi vi scrive è che – dopo dei colpi di testa che hanno massacrato i conti della società – Strategy abbia bisogno di essere prevedibile. Strategy investe tutto su un asset la cui imprevedibilità e volatilità sono leggendarie – e non ha alcun senso aggiungere ulteriore incertezza.

Le 3 ossessioni di Michael Saylor

Nel tempo Michael Saylor ha sviluppato tre diverse ossessioni finanziarie, mentre il suo CEO parla “solo” della quarta. Andiamo con ordine.

Saylor ha sempre mal digerito rating bassi da parte delle agenzie per il suo debito: le agenzie gli hanno sempre fatto pagare – lo hanno messo nero su bianco – di aver investito in un asset altamente volatile e di avere un’esposizione debitoria importante senza praticamente cash flow.

Ed è da questa prima ossessione, quella di avere un rating più alto, che nasce l’intero problema di Strategy. Il gruppo infatti ha utilizzato nel recente passato il suo cuscinetto cash per ritirare dal mercato dei bond convertibili che erano a un prezzo più basso del valore nominale, causando però una serie di effetti a catena che:

  • Hanno portato STRC sotto gli 80$
  • Hanno causato un’enorme crisi di fiducia nell’azienda.

Michael Saylor però ha anche altre ossessioni. La più nota è Bitcoin. Per quanto abbia cercato di mostrarsi risoluto sui social, sappiamo che le quattro vendite di BTC tra giugno e agosto lo hanno toccato nel profondo. La stessa community che gli aveva affibbiato il titolo di grande genio della finanza del futuro gli si è rivoltata contro, portandolo a esternazioni poco urbane.

Ne parla poco, ma è una delle ossessioni, ora soddisfatta. Il debito in bond di Strategy equivale alle riserve di cash

Terza ossessione: il mNAV. Se le azioni MSTR scambiano sopra il bizzarro calcolo dell’azienda del rapporto con il valore di Bitcoin in cassa, allora per Saylor si possono vendere. Sempre. Per qualunque motivo.

La quarta ossessione del gruppo – per il momento esplicitata però soltanto a voce e con acquisti modesti – è quella del prezzo di STRC, le azioni preferred che pagano un alto dividendo. Poche settimane fa, Phong Le aveva parlato di priorità assoluta nel recuperare la parità del titolo – ovvero di volerlo riportare nel più breve tempo possibile a 100$. Ed è da qui che è nato il piano di riacquisto di STRC – ordinato, diligente e senza colpi di testa. E che infatti ha avuto una ripetizione anche oggi.

La combinazione di tutte queste ossessioni però ha spinto ancora una volta l’azienda a farsi prendere dal faccioqualcosismo: vendere MSTR, prendere capitale, investirlo in STRC e… destinare pochi milioni per raggiungere il pareggio tra cash e debito. E poi ricomprare qualche Bitcoin. Un modo di placare i demoni che consumano Michael Saylor, facendo però – almeno ad avviso di chi vi scrive – il contrario di ciò che andava fatto.

Stare fermi è ok

Saylor e Strategy stanno venendo fuori da una gigantesca crisi di credibilità. Con operazioni che hanno avuto un costo – sia finanziario sia di immagine – e anche con l’aiuto del prezzo di Bitcoin in ascesa, hanno finito per recuperare il grosso della strada persa nelle scorse settimane.

Perché uscirsene oggi con un acquisto di Bitcoin, sbugiardando di nuovo la promessa dell’azienda di voler riportare STRC in pareggio prima di fare qualunque cosa?

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments