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La criptovaluta cinese? Una truffa via Facebook

Ancora truffe a tema criptovalute. Questa volta a fare da promoter per le solite attività illegali – e che lasceranno tanti sprovveduti senza neanche 1 euro in tasca – è la valuta digitale cinese, che sarebbe in via di sperimentazione proprio nella Repubblica Popolare Cinese.

La criptovaluta cinese è una truffa

Perché ce ne occupiamo? Perché se ne fa un gran parlare in questi giorni su Facebook, tramite le solite pubblicità ingannevoli, contro le quali il gruppo di Zuckerberg sembra avere ancora difficoltà.

Se è vero che si è a buon punto per una valuta digitale nelle mani del governo cinese, è altrettanto vero che investirci è… una bufala. Nel senso che si tratterà di una valuta digitale ancorata al valore della versione classica e che non ha nulla a che vedere con criptovalute come Bitcoin.

Una valuta nelle mani dello stato… è quanto di più lontano conosciamo dalle criptovalute

Pensiamo al motivo per il quale sono nate le criptovalute. Fatta qualche rara eccezione – vedi Ripple – sono nate per evitare il Middle Man, l’intermediario in grado di decidere se, quando e come possono avvenire le transazioni.

Uno dei grandi traguardi raggiunti dalla blockchain è proprio questo: ovvero aver potuto garantire un sistema orizzontale, dove tutti (o quasi) i nodi sono uguali e dove non c’è bisogno del controllo di nessuno, perché tecnicamente tutti controllano tutti.

Quindi una moneta cinese digitale, ma anche che sia sotto il controllo di qualche altro stato, altro non sarebbe che un altro strumento di controllo. Niente di più lontano dal mondo delle criptovalute.

Salirà! Investi oggi

Una tecnica che abbiamo già visto impiegata da divulgatori senza scrupoli, in genere legati a broker truffaldini, che poi finiscono per scappare con il bottino. La cosiddetta moneta digitale cinese seguirà le sorti dell’altra moneta cinese. Lo Yuan. E per chi vuole investire in eventuali rialzi, c’è già la possibilità di farlo. Basta iscriversi ad un qualunque broker che offra Forex.

In realtà il gioco è facile da spiegare: tutti considerano Bitcoin e compagnia come delle monete digitali – cosa che in una certa misura sono. Ma le criptovalute sono anche molto altro. Sono innanzitutto blockchain e ledger condiviso.

E per quanto riguarda le previsioni, non crediamo che siamo molto buone quelle sullo Yuan, artificialmente manipolato dalla banca centrale cinese come tutte le valute classiche.

Per avere un confronto, possiamo guardare alle previsioni su Bitcoin, tenute dalla nostra redazione e che considerano anche le opinioni dei principali esperti. Siamo su guadagni molto alti per chi ha iniziato ad investire anche soltanto 1 mese fa. E sono guadagni che tutti possono verificare, al contrario di chi propone questi sistemi, dei quali parleremo tra poco.

Investire sì, ma in cosa?

Un conto, ancora una volta, è investire in Bitcoin. Un conto investire in una valuta che allo stato attuale ancora non esiste, come la fantomatica criptovaluta cinese. Ma perché allora ci propongono, su Facebook, questo tipo di investimenti?

Sono in realtà gli stessi soggetti che fino a qualche tempo fa ci ammorbavano con pubblicità di strani sistemi su Bitcoin. Sistemi che non hanno mai funzionato e che sono stati sempre costretti a cambiare nome. Puntano verso broker illegali, che non hanno licenza di operare in Europa e che spesso neanche esistono.

Quando si vuole investire, che si tratti di criptovalute vere oppure di valute classiche, affidarsi a intermediari come eToro (qui per il conto dimostrativo gratis) ci permette di stare tranquilli, perché abbiamo davanti un intermediario con licenza e conosciuto da tutti. E che non propone investimenti strampalati come quello di cui abbiamo parlato oggi.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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