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Guadagni Shock per Bitcoin Miner: 1,5 mld usd!

miners di Bitcoin hanno guadagnato nel mese di marzo 2021 oltre 1,5 miliardi di dollari, cifra record da quando vengono raccolti in modo scientifico i dati sulla produzione di Bitcoin e sulla validazione dei blocchi. Un valore che supera quello del febbraio 2021 e anche quello di dicembre 2017, che era il precedente record, durante la prima fase di boom per il comparto delle criptovalute.

Mese da record: 1,5 miliardi incamerati dalle mining farm

Una cifra enorme, che è stata guadagnata in maggior parte dalle operazioni di creazione di nuovi Bitcoin, con una parte residuale e quasi ininfluente guadagnata dalla validazione dei blocchi per le transazioni. Una cifra record, per un settore che oggi è un’industria di tutto rispetto e che, come raccontiamo quotidianamente sulle pagine di Criptovaluta.it, coinvolge aziende di dimensioni tali da essere presenti anche presso le principali borse mondiali.

Il mining, lo ricordiamo prima di approfondire la notizia del giorno su Bitcoin, non è però l’unico investimento che si può fare sulla crescita di questa criptovaluta. Possiamo infatti scegliere anche di investire in modo classico, rivolgendoci a chi offre Bitcoin come asset finanziario. eToro (qui per aprire un conto demo gratis), permette di acquistare in modalità diretta oppure anche tramite CFD i token, per puntare sul rialzo di prezzo in pochi minuti.

In alternativa abbiamo a disposizione anche Capital.com (puoi iscriverti qui al conto dimostrativo gratuito), broker che offre la possibilità di investire tramite CFD, e dunque anche con leva finanziaria e vendita allo scoperto su Bitcoin e su altre decine di criptovalute, emergenti e non.

Cifra record: ma quella del mining Bitcoin è oggi un’industria nel vero senso della parola

La cifra record è di quelle da far girare la testa, almeno a chi non è molto esperto delle dinamiche che riguardano il mining Bitcoin. Qualcosa che potremmo fare, in via teorica, anche con il nostro computer, ma che oggi vede in maggior parte coinvolte aziende di enormi dimensioni, che hanno autentiche fabbriche dove vengono installate macchine in serie per risolvere i complicati calcoli che rendono possibile la magia di Bitcoin.

Aziende che sono dislocate per la maggior parte in Cina, anche se esiste comunque una parte considerevole di grandi imprese che si dedicano a questo tipo di attività anche negli Stati Uniti. L’Europa rimane fanalino di coda: è molto poco conveniente farlo nel nostro continente, dove i costi dell’elettricità sono tra i più alti al mondo e dove dunque non si può essere granché efficienti.

Perché è record? Si producono più Bitcoin oggi?

No. Anzi, a grandi linee la quantità di Bitcoin che vengono prodotti è sempre decrescente. A permettere i profitti record che abbiamo visto nell’ultimo mese è stato il prezzo di BTC, che è rimasto intorno ai suoi massimi storici e che, anche mediamente, non è mai stato così alto lungo l’arco di un mese.

Chi investe in mining farm ottiene per ogni blocco risolto 6,25 BTC, che vanno poi moltiplicati per il prezzo corrente del token all’interno dei mercati. Basta l’aritmetica di base per capire che quando il prezzo di Bitcoin rimane tra i 50.000$ e i 60.000$ per tutto il mese, il reddito che viene incamerato dai miner aumenta a dismisura. Il record che è stato raggiunto questo mese (e manca ancora qualche giorno alla chiusura) potrà essere superato in futuro, se le previsioni su Bitcoin dovessero essere confermate, anche il mese prossimo. Se dovessero avere ragione gli analisti, per intenderci, il record di questo mese potrebbe essere il primo di una lunga serie.

Possiamo metterci a fare mining anche noi?

Prezzi così alti rendono conveniente anche per chi ha macchine e hardware per il mining inserirsi in una pool e cercare di portare a casa almeno una fetta del blocco che verrà minato. Se i prezzi dovessero confermarsi così alti, scegliendo un buon hardware (come quello che consigliamo all’interno della nostra guida di riferimento) potrebbe essere conveniente anche con gli alti prezzi dell’elettricità che abbiamo in Italia.

Tuttavia, ricordiamo anche che ci sono metodi meno complessi per puntare sul rialzo del prezzo della criptovaluta. Possiamo investire in Bitcoin anche piccole somme, senza dover iniziare ad utilizzare software e hardware di complessa configurazione per cavalcare l’onda rialzista della prima criptovaluta al mondo. Un’alternativa forse meno romantica, ma che è davvero alla portata di tutti. Cosa che purtroppo non si può dire del mining.

Sempre in guardia contro le truffe

Mentre le mining farm ottengono profitti da capogiro, tornano a fare capolino i soliti servizi di noleggio mining server, che propongono con piccolissime quote di partecipazione a fronte di potenziali alti guadagni derivanti dal mining. Sebbene esistano (pochi) servizi legittimi, ce ne sono diversi che invece promettono quanto non possono mantenere.

E che spesso non hanno neanche una vera mining farm da mettere a disposizione dei propri utenti. Sempre in guardia dunque, soprattutto in momenti, come questi, di grandissimi guadagni per i miner. Nel caso di dubbi, meglio lasciar perdere. E se il mining dovesse essere la nostra vocazione, meglio provare ad organizzarsi per conto proprio, piuttosto che finire nelle mani di truffatori che purtroppo cavalcano la grande popolarità di Bitcoin.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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