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Ripple: prove di “Smart Contract” e si prepara a battere SEC

Buone nuove per chi ha investito in Ripple o vorrebbe farlo. Sia dal fronte SEC, sia da quello che invece si occupa di sviluppo software arrivano ottime notizie per questa blockchain e per la relativa espansione commerciale e tecnologica del gruppo.

Ieri – come vi avevamo preannunciato – sono arrivate le mozioni degli investitori che vogliono partecipare, in qualità di parti lese, all’ormai stanca causa tra la Securities and Exchange Commission e il gruppo che controlla XRP. E ci sono anche delle ottime novità sul fronte smart contract, grazie ad un’innovazione di XRPL Labs della quale parleremo tra pochissimo.

XRP smart contract e SEC
Ottime nuove per chi ha investito in XRP

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XRPL introduce Hooks

La proposta di XRPL è in fase di test su network pubblicamente accessibile da ieri e permetterebbe di introdurre all’interno del ledger di XRP degli smart contract, anche se sui generis. Se dovesse essere approvata questa proposta, potremmo utilizzare, incorporandole nelle transazioni, delle operazioni logiche che verranno eseguite, secondo il nostro volere, prima o dopo la transazione.

Qualche esempio? Potremmo incorporare un contratto che invia l’1% di tutte le nostre transazioni in uscita ad un nostro wallet di risparmio. Oppure potremmo decidere di bloccare un pagamento fino a quando si verificherà un’altra condizione, permettendo così anche ai servizi di escrow di materializzarsi sul ledger di Ripple.

È inoltre possibile avere accesso alla beta anche tramite interfaccia web, che è disponibile a questo link.

Arriva la mozione degli investitori di Ripple

Come avevamo segnalato già ieri, è arrivata la mozione degli investitori di Ripple che vorrebbero prendere parte alla causa contro SEC. All’interno della mozione, l’avvocato John E. Deaton ha ribadito diversi degli errori fondamentali sui quali si baserebbe l’azione di SEC:

  • Diverse agenzie governative considerano XRP una valuta

E viene fatto l’esempio di giudizi in tal senso da parte del Department of Justice, nella divisione FinCEN, che si occupa di reati finanziari. Si fa riferimento in questo caso ad un accordo tra le parti, che indicava FinCEN come avente giurisdizione su Ripple, escludendo pertanto la competenza di SEC.

  • SEC ha precedentemente approvato l’operato di Ripple

Come quando il gruppo ha acquisito il 9% di MoneyGram, con l’approvazione di SEC, che ai tempi (parliamo del 2018) non ebbe nulla ad eccepire sulla natura valutaria di XRP. Si fa inoltre riferimento, nel documento, ad accordi tra Platform A e SEC per la quotazione a listino di Ripple. Questione sulla quale SEC si espresse favorevolmente, non rilevando alcun tipo di problema inerente XRP.

Ripple, ripete Deaton, sarebbe stato da sempre considerato come equivalente a Bitcoin e ad Ethereum, cosa che – a pochi mesi dall’inizio del dibattimento, sembrerebbe emergere dal comportamento dell’agenzia e – cosa che dovremmo vedere tra qualche giorno, anche dalla documentazione interna di SEC.

Un’altra vittoria per Ripple nella causa contro SEC? A quanto pare sì. E nonostante i mercati delle criptovalute stiano attraversando, ormai da qualche giorno, un trend ribassista, non sembrano debbano esserci dubbi sul futuro di Ripple, che riassumiamo efficacemente all’interno delle nostre previsioni su XRP.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

2 commenti

  1. Gianluca Lilla

    Scam. Ammesso che ce ne sia bisogno, dato che già ethereum fà già il suo dovere ed è decentralizzata, cosa che ripple (o XRP) non è. Una blockchain per definirsi cryptovaluta deve essere decentralizzata e distribuita. Altrimenti conviene usare i sistemi che già esistevano prima, molto più efficienti se l’obiettivo è quello di controllare un sistema od un mercato. Bello il trucco di “staccarsi” da XRP. Non cascateci.

  2. secondo me la forza di ripple sarà paradossalmente la sua istituzionalita’ nel futuro. Il Sistema lo adotterà. E in un modo o nell’altro il suo token anche.

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