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VeChain lancia eNFT – i token non fungibili per le imprese!

Anche VeChain nell’ecosistema dei NFT? Sembrerebbe di sì, almeno secondo quanto pubblicato su Medium, attraverso il profilo ufficiale del progetto. Si chiamerà eNFT e sarà un ecosistema nato per offrire al settore enterprise, quello delle grandi e grandissime aziende, una soluzione efficiente – e basata sulla rete di VeChain stessa.

L’annuncio non ha ancora definito nei dettagli come sarà sviluppato il progetto, ma come ricordato da VeChain stessa, il suo protocollo si presterebbe ad offrire un network più efficiente, più solido e ugualmente sicuro rispetto a soluzione oggi maggiormente utilizzate, come Ethereum.

eNFT: ecco cosa bolle in pentola da VeChain

Questa nuova direzione presa da VeChain potrebbe influenzarne il prezzo. Chi vuole investire può farlo anche con Capital.com (qui per un conto dimostrativo gratis), broker che propone investimenti anche tramite MetaTrader 4 e Trading View, oltre alla piattaforma proprietaria con intelligenza artificiale.

Cosa ha in mente VeChain?

Nel lungo documento pubblicato su Medium VeChain pone diverse questioni che dovranno riguardare il mondo dei NFT nelle sue applicazioni oltre il mondo dell’arte e del collezionismo.

  • I beni e le proprietà rappresentati dai token devono avere un valore superiore ai costi di utilizzo delle blockchain

Un modo, a nostro avviso, un po’ oscuro per porre la questione, ma che condividiamo. Immaginiamo di avere una blockchain – è il caso per ora di Ethereum – dove i costi di transazione e i costi di utilizzo siano molto alti. Questo restringe grandemente le possibilità dei NFT, perché quanto varrebbe meno del costo di diverse transazioni sul network, non avrebbe ragion d’essere.

Il primo aiuto che può fornire VeChain è nel mettere a disposizione una blockchain efficiente e con transazioni molto economiche, abbassando la barriera di ingresso e permettendo a molte più categorie di item di diventare NFT.

  • C’è bisogno di un enforcement

Ovvero i diritti di proprietà che sono registrati sulle blockchain devono essere passibili di esecuzione. E anche in questo VeChain, con la sua esperienza nel mondo Enterprise può offrire delle soluzioni.

  • Ibridi tra blockchain e mondo reale

Che possono essere ottenuti anche grazie all’integrazione su VeChain del mondo IoT (tramite ad esempio l’utilizzo di chip), che permetterebbero alle aziende di sviluppare controllo dalla nascita alla fine del prodotto, anche con tracciamento nel cosiddetto mondo reale.

Il progetto prenderà il nome di eNFT, ovvero Enterprise NFT e punta su caratteristiche già note di VeChain, come il sistema (efficientissimo) in Proof of Authority, che permette scalabilità maggiore rispetto al Proof of Work attualmente utilizzato da Ethereum.

  • Le aziende come veicolo della rivoluzione NFT?

Qui si tornerebbe a quella che è la filosofia di base che anima VeChain: la convinzione (che noi in parte condividiamo) che il mondo delle imprese possa essere il vettore più importante per l’innovazione. E abbassando i costi di gestione dei NFT, è questo il traguardo che questo protocollo può permette di raggiungere: con transazione così economiche e una solidità così importante, anche oggetti che oggi i non fungible tokens non potrebbero gestire efficientemente, diventerebbero papabili di tokenizzazione.

Prossimamente nuovi aggiornamenti

VeChain, nel suo lunghissimo annuncio, ci lascia però con l’appetito. Perché oltre a ricordarci che tutto sarebbe pronto tramite il protocollo VIP 181, con API già sviluppate che permetterebbero alle aziende di gestire i NFT in modo più semplice (e senza ricorrere a complicati smart contract) non dice molto altro.

Ci viene soltanto indicato un non meglio precisato futuro durante il quale verranno diffusi dettagli per il coinvolgimento di gruppi industriali e commerciali nello sviluppo dell’ecosistema eNFT. Dato il curriculum e il pedigree di grande spessore che VeChain può mettere sul tavolo, crediamo che si potrà trattare di una nuova rivoluzione, in un settore ancora embrionale ma che sarà il futuro per la gestione dei diritti di proprietà. Checché ne dicano chi ritiene i NFT una bolla destinata a svanire nel breve periodo.

Info su Gianluca Grossi

Laureato in Giurisprudenza, è esperto di investimenti in criptovalute. Ha già investito in passato in BitCoin, DogeCoin, Ethereum e XRP.

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