Dovrebbe mancare ancora poco all’ufficialità: secondo Bloomberg entro mercoledì 20 maggio SpaceX completerà il filing pubblico per la quotazione in borsa negli Stati Uniti. Si tratta di una delle IPO più attese del 2026, che punta a una capitalizzazione complessiva di 1.750 miliardi di dollari secondo i bene informati. La borsa di quotazione sarà il Nasdaq con il ticker SPCX, secondo quanto riporta Reuters. Per il momento però mancano ancora conferme da parte dei diretti interessati.
Intanto la società guidata da Elon Musk è alle grandi manovre. Azioni a chi aveva investito in Twitter/X e anche uno stock split 5 a 1. Tutto questo mentre, come prevedibile, Elon Musk non sembrerebbe avere alcuna intenzione di cedere le proprie quote, rimanendo così saldamente al comando anche di questa impresa.
Spazio per una nuova società che investe in Bitcoin
L’arrivo di SpaceX in borsa segnerà l’ingresso nei mercati che contano di un’altra società che ha Bitcoin in cassa. SpaceX ne ha meno di Tesla (11.509 per il gruppo delle EV, 8.825 per la “quotanda). Non che sia di particolare importanza però per la IPO: Elon Musk aveva infatti acquistato ormai anni fa Bitcoin per le sue principali società, procedendo in alcuni casi (vedi Tesla) anche a liquidazioni importanti.
Per il resto, gli occhi degli investitori saranno puntati su quella che dovrebbe essere la IPO più ricca, in termini di raccolta e di target di capitalizzazione, di tutto il 2026, nonostante l’arrivo entro fine anno di altre importanti IPO. Su tutte quelle di OpenAI, di Anthropic e Cerebras, tutte a tema AI.
- Nessuna vendita da parte di Elon Musk
Non ci saranno vendite di azioni da parte di Elon Musk. Su questo c’è stata già la conferma del diretto interessato su X, in risposta a una ricostruzione particolarmente fantasiosa da parte di un utente.
Non venderò alcuna azione.
- Stock split
Prima della IPO ci sarà uno stock split che interesserà direttamente chi è già azionista. Il rapporto sarà di 5 a 1, e quindi chi ha già azioni del gruppo se le vedrà moltiplicare per 5. Obiettivo dell’operazione è rendere più accessibile il prezzo del singolo titolo una volta che questo sarà quotato in borsa.
Intanto il mondo crypto si scalda
Ne abbiamo parlato ieri sul nostro giornale: il mondo crypto sta offrendo, in diverse modalità, accesso quasi sempre indiretto al titolo anche prima della quotazione.
È il segnale di una struttura di mercato che – con tutte le difficoltà delle prime volte – sta cambiando e rendendo orizzontali anche mercati che sono i più chiusi di tutti, quelli del private equity.
Sarà un importante banco di prova, perché certe iniziative arrivano nel 2026, anno di grazia che dovrebbe vedere appunto l’arrivo in borsa delle società più attese di sempre.
Un meccanismo che abbiamo descritto in uno dei nostri ultimi video: accesso solo ai grandi investitori e – almeno fino all’arrivo di certe infrastrutture crypto – retail ai quali venivano lasciate le briciole post quotazione. Che il mondo crypto abbia trovato un altro problema che è in grado di risolvere?
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