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Fed pronta ai rialzi. I verbali parlano chiaro: o l’inflazione rientra, o FOMC pronto a votare contro Trump

I verbali del FOMC sono duri: il consiglio è pronto a votare rialzi, anche con il nuovo presidente di Trump.
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I verbali del FOMC sono esattamente come se li aspettavano i più hawkish sui mercati. Il grosso dei partecipanti alla riunione che decide i tassi di interesse negli Stati Uniti vede un percorso più difficile e lungo per tornare verso il target del 2% di inflazione e non esclude pertanto futuri rialzi dei tassi.

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I verbali sono riferiti all’ultima riunione del FOMC, quella di aprile, che ha visto non solo i tassi fermi, ma anche due dei membri far mettere a verbale la loro contrarietà a una politica monetaria espansiva in futuro. Una riunione che è stata l’ultima di Jerome Powell e che – come il suo mandato – si è conclusa in modo inconsueto.

Cosa c’è nei verbali?

La maggioranza dei membri del FOMC ha indicato come possibile una politica monetaria più restrittiva di quella attuale. Questo vuol dire che la maggioranza dei membri attualmente votanti del FOMC vedono come possibile (possibile, non certo) un rialzo dei tassi, nel caso in cui l’inflazione dovesse rimanere sopra il target del 2%.

Chiaramente al centro di queste considerazioni da parte del FOMC c’è l’inflazione che è tornata a crescere in modo sostanziale a causa della guerra in Iran. Le ultime letture, anche post FOMC, lasciano sperare poco in una ripresa del cammino verso il 2%, complici (ma non solo) i rincari nel settore energetico, dovuti alla situazione bloccata nello Stretto di Hormuz.

I mercati avevano già iniziato a reagire

Nelle tre settimane che separano la riunione dalla pubblicazione odierna dei verbali, i mercati in realtà hanno cambiato radicalmente il proprio atteggiamento e le proprie aspettative per quanto riguarda i tassi di interesse da qui a fine 2026.

FOMC FEDWATCH
FedWatch tool: tassi fermi al 51%, ma per il resto tutti puntano sui rialzi.

Ora i mercati prezzano uno o due rialzi dei tassi entro fine anno con maggiore probabilità e le possibilità di tagli non vengono praticamente più considerate.

Ricordiamo però ai nostri lettori che in realtà da qui a fine anno ci saranno tanti dati, tante riunioni e anche un nuovo presidente di Federal Reserve, che non potrà fare miracoli né muoversi in modo così poco ortodosso da tagliare in una situazione del genere, ma che proverà comunque a proporre dei cambiamenti importanti.

Per il momento le reazioni di Bitcoin e del resto del mondo crypto sono state contenute. Di sorprese, nei verbali, ce ne sono davvero poche.

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