Nonostante il prezzo del petrolio ancora su livelli molto alti e le preoccupazioni dovute al servizio del debito USA, c’è ancora spazio per l’ottimismo alla Casa Bianca. Kevin Hassett, che guida il consiglio economico della Casa Bianca – vede degli spazi per eventuali tagli ai tassi di interesse. Una lettura, quella di Hassett, in aperto conflitto con quella attuale dei mercati finanziari, che invece vedono almeno un rialzo da qui alla fine del 2026.
L’opinione non è di un economista qualunque: Kevin Hassett è a capo del consiglio economico del Presidente degli Stati Uniti ed era il principale candidato a succedere a Jerome Powell alla guida di Federal Reserve. Il sospetto che si tratti di pareri almeno in parte politici appare come più che fondato.
Prezzi dell’energia giù, se arriva l’accordo
La tesi illustrata da Kevin Hassett è semplice: se l’accordo tra Iran e USA dovesse essere confermato, i prezzi delle materie prime energetiche si abbasserebbero in modo concreto, offrendo così spazio per una riduzione anche dell’inflazione, che nelle ultime letture è schizzata a quasi il doppio del target di Federal Reserve.
Ci aspettiamo che i prezzi crollino non appena ci sarà un accordo. E quando questo accadrà, ci sarà molto spazio per Fed per fare la cosa giusta… ovvero abbassare i tassi.

Questa l’analisi – che ha però i toni anche del suggerimento politico – che Kevin Hassett ha affidato ad un’intervista con Fox News. Un’analisi che è arrivata, tra le altre cose, poco prima che Donald Trump annunciasse un accordo (quasi?) imminente con l’Iran, che avrebbe permesso di riaprire lo Stretto di Hormuz.
Sono passate circa 24 ore e di riaprire Hormuz non sembra che ce ne sia ancora l’intenzione. Rimane valida la lettura di Hassett – lapalissiana al punto tale da non poter sollecitare alcun commento in opposizione.
Uno sguardo ai bond
I rendimenti dei bond USA sono in leggera discesa, in parallelo con il prezzo del petrolio, segnale che i mercati stanno già scontando un possibile accordo, che secondo fonti USA sarebbe ormai in dirittura d’arrivo.

Oggi le borse USA saranno chiuse e questo lascia pensare che Trump possa sfruttare ancora 24 ore prima di comunicare un eventuale accordo. I toni sono meno ottimisti però dalle parti di Teheran, dove si segnala che in realtà mancano ancora accordi soddisfacenti sull’uranio arricchito in possesso degli iraniani e per lo sblocco di somme che sono state congelate dagli USA.
Sarà anche questa una settimana di passione politica, con i dati macro che però potrebbero dire la loro. Giovedì è atteso il PCE, il più importante indicatore dell’inflazione per Fed, dato che misura l’andamento dei prezzi praticati ai consumatori.
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