Mentre BCE si schiera a favore del rialzo dei tassi e negli USA i mercati ne prezzano uno o due entro fine anno, in Cina le cose si fanno diversamente. Non potrebbe essere altrimenti, dato che la situazione dalle parti di Pechino è diametralmente opposta. La Repubblica Popolare ha fissato i tassi di riferimento a un anno per il settore bancario sui minimi storici, aumentando così lo stimolo all’economia. Questo almeno è quanto riporta Bloomberg, che parla di tassi praticati a certe banche inferiori all’1,45%, citando persone informate dei fatti.
Gli stimoli in Cina sono seguiti sempre con grande attenzione da parte degli investitori su Bitcoin e crypto – dato che in diversi tra gli analisti individuano correlazioni importanti tra la politica monetaria di Pechino e l’andamento di certi asset risk on, come appunto le criptovalute.
88 miliardi di prestiti, ma con un mistero sui dati
La Cina non pubblica più dati ufficiali sul tasso MLF da marzo 2025, cosa che porta diversi dei grandi giornali finanziari globali a dover cercare indicazioni da persone informate dei fatti, che spesso non possono essere citate direttamente. Nel giro dell’ultimo anno però, almeno secondo quanto è stato registrato qui da Bloomberg, il tasso di riferimento per la liquidità a un anno sarebbe passato da circa il 2% fino all’1,45% attuale, anche se non è chiaro per il momento se il riferimento così basso sia stato offerto a tutte le banche.
Dallo stop alla pubblicazione dei dati nel marzo 2025, la Cina applica diversi tassi di interesse a diversi istituti. Ad ogni modo il trend dovrebbe essere chiaro. I tassi di riferimento sia sui repo di breve termine sia su MLF a 1 anno sono scesi sensibilmente dal 2018 in avanti e si trovano ora ai minimi da almeno 10 anni.
Ci sono due angoli dai quali si può leggere questa specifica notizia: il primo è quello di qualche difficoltà dell’economia cinese, ormai oggetto di stimoli da tempo per non perdere il momentum. Dall’altro l’arrivo di importanti quantità di liquidità, che per vie traverse potrebbero raggiungere anche i mercati globali.
La correlazione con Bitcoin
Anche se molti analisti vedono nelle decisioni di Pechino riguardo la liquidità una correlazione con Bitcoin, in realtà tale correlazione si è dimostrata essere spuria nel grosso dei casi.
La notizia deve essere interpretata più come lettura dell’andamento dell’economia cinese che come anticipatore dei movimenti di Bitcoin, che in questo momento dipendono maggiormente da quanto sta avvenendo a Hormuz rispetto a questioni di liquidità inerenti a Pechino.
Più preoccupante forse la decisione con la quale Isabel Schnabel di BCE ha oggi ribadito la necessità di un rialzo dei tassi nell’area euro. Una volta terminata la guerra – cosa che sperano tutti – si tornerà a valutare con maggiore attenzione quanto accade nel mondo della politica monetaria.
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