La Germania (o meglio, alcune autorità locali) si sono liberate di 49.858 Bitcoin quando questo valeva soltanto 57.900$. Una scelta che segnò un bottom importante che tiene anche ora. Basterebbe però, come riporta Arkham, un’ulteriore correzione, piuttosto modesta, per rendere la scelta dei tedeschi economicamente vantaggiosa. Il prezzo di Bitcoin è di circa il 10%, infatti, sopra il prezzo medio di vendita della Germania.
Non è stata l’unica vendita improvvida da parte di autorità statali. Tuttavia, quella operata dalla Germania è stata spesso oggetto di scherno proprio per il pessimo tempismo. Una decisione però come avevamo spiegato qui – dettata più dalle leggi che da decisioni autonome.
Giugno 2024: la vendita definitiva
Era la fine di giugno 2024. Eravamo a poco dalla vittoria alle elezioni di Trump e soltanto sei mesi dopo il lancio degli ETF. Un bottom importante, quello indicato dalle vendite della Germania, che è passato alla storia e che è stato benzina per tante prese in giro.
I governi, tuttavia, non fanno trading. Così come non lo fanno le amministrazioni locali. Ad ogni modo, le vendite furono concluse il 1° luglio 2024 e non se ne seppe più nulla.
Si trattava in realtà di una quantità enorme di Bitcoin, raccolta in larga parte dal Land della Sassonia e che ora non ci sono più.
Una scelta che fece discutere e che però ora potrebbe tornare piuttosto attuale. Bitcoin infatti si è pericolosamente avvicinato a quella soglia, e se dovesse perderla finirebbe per premiare un governo che, come tanti altri, ha preferito non avere nulla a che fare con BTC e con gli asset digitali.
Perché gli USA ne hanno ancora ma la Germania no?
In realtà dipende dalle leggi nazionali, dalle modalità con le quali si gestiscono gli asset che vengono sequestrati all’interno di procedure in genere di carattere penale e anche dall’intervento dei governi.
Donald Trump ha imposto, ad esempio, una moratoria sulle vendite tramite un ordine esecutivo, che non è chiaro però quanto sia stato seguito dalle autorità. Gli USA infatti, come l’Italia, non sono ancora in grado di produrre delle stime credibili dei $BTC che hanno effettivamente in cassa.
In Italia invece cosa accade? Non è dato saperlo: i Bitcoin (non dovrebbero essere troppi) che sono finiti nelle mani di questa o quella autorità sono stati venduti? Con quali modalità? Perché non è stato dato seguito all’interrogazione parlamentare che tra le altre cose proveniva da parlamentari di partiti di governo?
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