ESCLUSIVA CRIPTOVALUTA.IT®: Il ventunesimo pacchetto di sanzioni alla Russia dell’Unione Europea proverà a introdurre ulteriori restrizioni per quelle piattaforme crypto che hanno offerto servizi a entità russe già sottoposte a sanzioni. Oltre però all’inserimento di altri soggetti sottoposti a sanzioni, c’è la possibilità di un inasprimento delle condizioni per gli operatori crypto in paesi terzi, in via generale.
I servizi crypto stanno giocando un ruolo relativamente importante nel tentativo russo di evadere le sanzioni. Tra queste l’ormai celebre stablecoin A7A5, che è stata al centro di dibattito (e sanzioni) recentemente anche nel Regno Unito. La Commissione Europea, pertanto, avrebbe intenzione di inasprire il pacchetto di sanzioni, allargando il perimetro delle misure direttamente ai Paesi che ospitano exchange che interagiscono commercialmente con soggetti russi sottoposti a sanzioni.
Sanzioni crypto?
Sì e non sarà la prima volta. Secondo l’UE e secondo anche altre realtà (vedi il Regno Unito e gli USA) diverse piattaforme anche al di fuori del territorio russo continuano ad offrire assistenza per l’evasione del complesso reticolo di sanzioni al quale è sottoposta Mosca. Ed è per questo che, oltre agli istituti bancari, il ventunesimo pacchetto di sanzioni includerà nuove piattaforme.
Di più, nel comunicato stampa del presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen si parla anche della possibilità di un ban totale dei servizi relativi ai crypto asset che sono in paesi terzi.
Criptovaluta.it ha contattato la portavoce della Commissione Europea per i Mercati Interni, la Politica Industriale e i Servizi Finanziari Siobhan McGarry, che ha rifiutato di fornire dettagli riguardo quest’ultima parte delle misure che la Commissione vorrebbe implementare. I dettagli potrebbero infatti essere modificati durante l’iter.
Per quanto riguarda il completamento dell’iter di cui sopra:
Il nostro obiettivo è di vedere il pacchetto approvato per il 15 luglio.
La Commissione Europea ritiene le infrastrutture crypto – e in particolare gli operatori del settore in paesi terzi – quintessenziali per la Russia, al fine di aggirare le sanzioni che hanno già colpito il settore bancario.
Nessun dettaglio, per ora
A scuotere gli animi nel settore crypto è quanto è contenuto nel comunicato stampa di Ursula von der Leyen:
Per la prima volta, introdurremo la possibilità di un ban completo per i servizi sui crypto asset in paesi terzi. Questo funzionerà come un forte deterrente per i paesi che ospitano piattaforme che aiutano la Russia ad evadere le nostre sanzioni.
Un ban completo che colpirebbe dunque i paesi che sono compiacenti verso certi servizi, ban che però – almeno a quanto è dato capire per il momento – finirebbe per colpire la generalità degli operatori ospitati dal Paese sottoposto alla misura, anche se privi di responsabilità.
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