Goldman Sachs ha abbassato il target di prezzo sull’oro per fine 2026. Il gruppo aveva indicato, nella sua ultima uscita sul tema prima di oggi, un target di 5.400$ l’oncia, che però i suoi specialisti hanno rivisto in virtù di quanto avvenuto dalle parti di Fed. Gli analisti della grande banca d’affari infatti hanno rivisto anche le loro previsioni sui tassi di interesse negli Stati Uniti.
Il target è comunque rialzista rispetto alle quotazioni attuali dell’oro sulle piazze internazionali. Il gruppoa infatti ritiene che si potrà raggiungere, entro fine anno, un prezzo di 4.900$. Nel momento in cui scriviamo l’oro scambia a 4.195$ l’oncia.
Kevin Warsh affossa anche l’oro?
Sembra essere questa la lettura offerta da Goldman Sachs. L’importante e potente banca d’affari infatti ha rivisto al ribasso i target dell’oro, dei quali aveva parlato qui anche Alex Lavarello, in una sua analisi.
La revisione è importante per dimensioni. Goldman Sachs infatti aveva rivisto ulteriormente al rialzo l’oro, nell’analisi che precede questa che attualmente stiamo pubblicando, fino a 5.400$.
- Le motivazioni
Le motivazioni sono principalmente legate alla politica monetaria USA. Kevin Warsh è apparso più hawkish del previsto, con i mercati che prezzano ormai più di un rialzo dei tassi di interesse. Proprio durante la conferenza stampa di Warsh, l’oro aveva fatto registrare una delle peggiori performance dei tempi recenti. Reazioni però più di pancia e di istinto che ragionate, almeno ad avviso di chi vi scrive. Kevin Warsh, durante la sua prima conferenza stampa post FOMC, in realtà ha parlato molto poco di tassi, pur facendo riferimento più volte alla necessità di riportare l’inflazione verso il target del 2%, un target che, ha ribadito, non è stato centrato per più di cinque anni.
Il nostro prezzo dell’oro rimane strutturalmente costruttivo, ma tatticamente cauto, con la possibilità di correzioni sul breve periodo e rischi invece rialzisti nel medio periodo.
Questo è quanto è stato riportato da Goldman Sachs. Il gruppo, prima di questa revisione, riteneva inoltre che ci sarebbero stati almeno due tagli, a fine anno e poi a inizio 2027. Queste anticipazioni sono ora invece parte del passato e non saranno utilizzate come guidance nelle future analisi.
Gli effetti su Bitcoin
Bitcoin risente di queste configurazioni ed è proprio per questo motivo che abbiamo affrontato una finestra di debolezza nel corso degli ultimi giorni.
A confermarlo c’è un altro dato: sia gli ETF sull’oro, sia quelli su Bitcoin continuano a far registrare outflow. Piacciono meno agli investitori: quelli che amano il rischio continuano a puntare sulle azioni del comparto AI, quelli che invece preferiscono cammini più tranquilli, possono contare su bond sovrani il cui rendimento è molto interessante.
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