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Cattolici contro legge pro crypto: l’Italia fa scuola agli USA, ancora una volta

Il Clarity Act ha dei nuovi nemici. Tutele per DeFi favorirebbero traffico di esseri umani.
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I cattolici contro le crypto. L’Italia fa ancora scuola, perché fu proprio sulle colonne di Avvenire che trovò ospitalità un lungo editoriale di un commissario CONSOB, a favore della tassazione crypto al 42%. Ora però dobbiamo spostarci negli USA, dove Alliance to End Human Trafficking ha raccolto diversi leader di fede cattolica per dire no al Clarity Act.

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Cosa c’entra il Clarity Act, la legge sulle crypto al vaglio del Congresso negli USA, con il traffico di esseri umani? Semplice: dato che include delle salvaguardie legali per gli sviluppatori dei sistemi DeFi, potrebbe – dicono – favorire la finanza illecita, alla quale ricorrono, tra gli altri, anche i trafficanti di esseri umani. Teoria che a qualcuno apparirà come strampalata, ma è finita comunque sul banco dei membri del Congresso.

Senza trasparenza massima sarà regno del malaffare

È un punto di vista non esattamente nuovo. Quando si invoca la massima trasparenza dei cittadini in termini finanziari, si adducono sempre un mucchio di buone ragioni. Terrorismo, traffico di droga e in questo caso traffico di esseri umani: attività umane abominevoli, che si appoggerebbero proprio sui sistemi che offrono scarsa trasparenza finanziaria per prosperare.

Ed è per questo motivo che l’Alliance di cui sopra ha raccolto diversi leader cattolici degli USA, che hanno ricordato ai membri del Congresso che è parte degli insegnamenti di Nostro Signore tutelare i più deboli. E chi c’è di più debole di chi finisce vittima dei trafficanti di esseri umani?

Siamo particolarmente preoccupati da alcune norme di cui alla Sezione 604, che potrebbero creare ambiguità regolamentari che potrebbero rendere più difficile monitorare le attività finanziarie illecite legate al traffico di esseri umani, allo sfruttamento dei bambini, al crimine organizzato, all’aggiramento delle sanzioni e ad altre forme di abusi.

Questo è quanto si legge nella lettera che è stata pubblicata da Punchbowl News, indirizzata ai leader del Senato John Thune e Charles Schumer. Una richiesta che troverà sponde più per ostilità al mondo crypto che per fede, almeno secondo il nostro cinico punto di vista.

Clarity Act ancora in alto mare

È stata fissata l’udienza nella Commissione Finanza del testo per la seconda metà di luglio, con il tempo utile per approvare il Clarity Act prima delle midterm che ormai richiederebbe un miracolo.

Gli avversari del testo – come dovrebbe essere evidente da quanto accaduto oggi – hanno ancora delle cartucce da sparare.

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