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Olandese invia 100.000€ in Italia per investire in crypto e perde tutto. Banca vince e non restituisce nulla

Nei Paesi Bassi si consuma una truffa da 100.000€. ING però viene scagionata da Kifid.
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Un uomo olandese ha perso quasi 100.000€ con sedicenti investimenti nel mondo crypto e ha citato in giudizio l’istituto bancario ING, con l’accusa di non aver vigilato sui suoi trasferimenti. Secondo quanto riporta il sito olandese Crypto-Insiders, l’uomo avrebbe versato quasi 100.000€ con due bonifici a breve distanza, verso due conti bancari italiani. Investi soltanto con intermediari affidabili.

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I versamenti risalgono al giugno 2025 e sarebbero stati effettuati dietro la promessa di investimenti in criptovalute che però non avrebbero mai avuto luogo. L’olandese ha pertanto perso tutto in una delle più tipiche truffe finanziarie, questa volta legate – anche se soltanto nominalmente – al mondo crypto.

ING interviene soltanto al terzo tentativo di versamento

L’accusa dell’uomo truffato è semplice: ING avrebbe dovuto intervenire già durante i primi due bonifici, mentre in realtà lo avrebbe fatto soltanto per il terzo tentativo di bonifico, che è stato bloccato dai sistemi anti-frode della banca.

La banca però, sempre secondo quanto riporta il sito olandese dedicato alle criptovalute, avrebbe affermato di non avere alcun obbligo di controllare lo scopo o il contenuto delle transazioni.

La banca ha ricevuto inoltre parere favorevole da Kifid, che si occupa appunto di controversie relative ai servizi finanziari nei Paesi Bassi. Per la banca non esisterebbe alcun obbligo di verificare le transazioni ed eventualmente bloccarle.

Le banche si limitano ad avere un generico dovere di diligenza nei confronti della clientela – ma servono segnali concreti di frode prima che si verifichi un obbligo in capo all’istituto di intervenire. Secondo Kifid, i primi due bonifici non presentavano elementi sufficienti a obbligare l’istituto all’intervento.

Mai versare niente a nessuno

La regola per evitare le truffe a tema crypto o più in generale finanziarie è semplice: non bisogna inviare niente a nessuno, soprattutto tramite bonifico. Una modalità di pagamento spesso irreversibile e che permette ai truffatori di fuggire con il bottino, anche quando consistente, come in questo caso.

Secondo quanto riportato dal giornale olandese, i bonifici sarebbero stati effettuati verso un IBAN italiano. Non è chiaro però presso quale istituto siano stati aperti i conti.

All’olandese truffato per 100.000€ ora non resta nulla se non una lezione – costosa – sul come muoversi sui mercati. E su come evitare truffatori che – almeno per il momento – non sembra siano stati ancora assicurati alla giustizia.

E per chi volesse investire nel mondo crypto, qui c’è una lista di intermediari affidabili. Nessuno di questi però vi contatterà su WhatsApp o Telegram per chiedere bonifici.

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