Il settore AI si trova in una delle bolle più grandi della storia dei mercati finanziari, e questo eccesso di fiducia che vediamo oggi sulle borse potrebbe diventare il driver principale che farà decollare il prezzo di Bitcoin fino a 1 milione di dollari. Non siamo noi di Criptovaluta.it ad affermarlo, bensì Arthur Hayes, investitore storico del mondo crypto, nonché co-fondatore dell’exchange BitMEX, ossia la prima piattaforma ad aver introdotto i contratti perpetual futures nel settore.
Secondo quanto riportato da Hayes in una recente intervista per il podcast Bankless, gli enormi investimenti che girano all’interno delle infrastrutture AI non genereranno ritorni adeguati agli investitori nei prossimi anni in termini di costo del capitale. Questo porterà a sua detta ad una grave crisi, potenzialmente anche maggiore di quella dei mutui subprime nel 2008, rendendo necessario l’intervento delle banche centrali per evitare il collasso del sistema. In un’ipotesi del genere, Bitcoin potrebbe avere la strada spianata al rialzo.
Arthur Hayes: l’industria AI peggio della bolla dei mutui subprime
Hayes sostiene che la bolla dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti sia destinata a scoppiare entro i prossimi due anni a causa dei modelli errati di ammortamento del capitale e della spietata concorrenza sui mercati internazionali. Il suo punto di vista parte da un assunto fondamentale: i ricchi finanziamenti raccolti dalle aziende AI, che vedono la partecipazione anche di colossi come Nvidia e Google, non produrranno ritorni degni di nota agli investitori che stanno fornendo quei capitali.
Ci sarebbero infatti alcuni campanelli d’allarme che evidenziano quanto la situazione sia apparentemente fuori controllo. In primis il fatto che molte di queste economie AI sono circolari: le aziende investono in società che poi acquistano i loro stessi chip e modelli, così da gonfiare artificialmente i bilanci.
C’è poi proprio un problema di aspettative da parte degli operatori, che ipotizzano un range temporale di 5-6 anni per ritornare in pareggio sugli investimenti basati sui chip, quando invece molti di questi prodotti potrebbero diventare obsoleti nel giro di un paio d’anni, in accordo con la Legge di Moore. A questo si aggiunge poi il tema della concorrenza che arriva dai modelli cinesi come quelli di DeepSeek o Alibaba, che offrono performance simili a costi decisamente più ridotti.
Tutto ciò, secondo l’idea di Hayes, dovrebbe portare tra il 2027 e il 2028 a un grave “evento creditizio” che farà crollare le quotazioni di tutti i titoli AI. L’impatto potrebbe essere addirittura più pesante di quanto registrato durante la crisi dei subprime nel 2008, o persino della bolla dotcom, proprio perché tutto il mondo è attualmente immerso nell’illusione che l’AI possa risolvere tutti i problemi della vita, oltre a garantire ricavi stellari per sempre.
Bitcoin a 1 milione dopo la reazione delle banche centrali contro la bolla AI
In uno scenario apocalittico del genere, Bitcoin potrebbe addirittura crescere fino ad arrivare a una quotazione di 1 milione di dollari, sempre secondo le parole di Hayes. Il motivo è presto detto: lo scoppio della bolla AI richiederà l’intervento delle banche centrali, che si troveranno costrette a stampare moneta per salvare le banche e l’economia globale, in una sorta di bailout generale che tanto ricorda proprio il crash del 2008.
A quel punto gli investitori sarebbero spinti a fuggire in massa verso asset rifugio come Bitcoin, il quale verrebbe percepito come uno strumento di copertura contro la svalutazione della moneta fiat, proprio grazie alla sua natura limitata in termini di offerta. Da qui, a conti fatti, la criptovaluta dovrebbe crescere di circa 16 volte il suo valore attuale, considerando un prezzo di partenza di $62.600.
Ma non sarà solo Bitcoin a beneficiare di questa bolla: anche Ethereum – che a detta di Hayes risulta estremamente sottovalutato rispetto al suo set storico – potrebbe guadagnare molto spazio sul mercato, con un prezzo diretto verso il target dei $15.000.
Previsione Bitcoin: Arthur Hayes ha ragione o sono solo ipotesi strampalate?
Diciamo innanzitutto che in questa rivista non abbiamo quasi mai dato molto peso alle affermazioni di Hayes, il quale – per quanto sicuramente più preparato di noi in certi ambiti – non è nuovo ad uscite così estreme come quest’ultima che vi abbiamo riportato oggi. Inoltre, il personaggio è stato spesso al centro di una serie di comunicazioni ambigue fatte di annunci e contro-annunci (specialmente in materia di compravendita di token), motivo per cui tendenzialmente evitiamo di dare troppa visibilità alle sue previsioni.
Detto ciò, non possiamo negare che il settore AI si trovi in una bolla, e su questo – almeno il sottoscritto che vi scrive – siamo d’accordo. Il punto è che le bolle non sono programmate necessariamente per scoppiare, e spesso nella storia abbiamo avuto la prova che i mercati finanziari possono rimanere irrazionali anche per molto tempo senza giungere ad un impatto catastrofico.
Dobbiamo poi controbattere ad Hayes che una stampa selvaggia di natura fiat porterebbe Bitcoin ad un rally soprattutto come conseguenza della svalutazione del dollaro, più che come una sua causa. Infatti anche altri asset rifugio (probabilmente anche qualcuno che mostra meno volatilità di BTC) sarebbero avvantaggiati da questo scenario, e in tal caso dovremmo poi discutere su quale di questi riesca effettivamente ad attirare più liquidità.
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