Si chiude oggi una settimana che ha confermato alcuni trend e ha aggiunto tanti punti interrogativi a una parte del mercato crypto e Bitcoin. Certe domande, aggiungiamo, riguardano anche gli andamenti delle borse classiche, con la Corea del Sud che continua a lanciare allarmi significativi e la crema del settore tech che continua a vivere un momento di difficoltà. In generale – fatta eccezione per alcuni titoli AI – sembra sia arrivata una stanchezza evidente. E ci sono anche delle prospettive macro che andranno inserite nell’analisi.
Da un lato ci sono aspettative estremamente hawkish per quanto riguarda i tassi, che sono già riflesse pienamente dagli operatori di mercato. Dall’altro si avverte stanchezza almeno tra gli hyperscaler e alcune società del settore tech. Bitcoin, complice anche il disastro Saylor, rimane in un angolo dove di capitale ne arriva poco. Gli ultimi dati sulle opzioni scadute confermano un atteggiamento dei mercati estremamente avverso al rischio.

Rischio? Non piace più ai mercati, con poche eccezioni
È stata una settimana di riduzione del rischio, che nel mondo crypto ha perso la forma anche di liquidazioni miliardarie. Durante le due ultime sessioni USA si sono concentrate vendite importanti, che non hanno colpito soltanto le criptovalute in senso stretto, ma anche le società che vi investono.
Strategy si trova nel momento più difficile della sua esistenza, almeno da quando il gruppo ha deciso di trasformarsi in una gigantesca cassaforte di Bitcoin. Nonostante i messaggi del leader Michael Saylor, i mercati non vogliono saperne né di comprare $MSTR, né di approfittare del prezzo molto basso per $STRC. Una situazione difficile, che avrà bisogno ancora di un po’ di tempo per tornare sulla retta via.
- Il segnale dalla Corea del Sud
KOSPI è uno degli indici più speculativi, che ha peggiorato le sue tendenze con il boom di diverse società legate alla filiera AI, che appunto hanno sede in Corea del Sud. Da qualche giorno a questa parte l’indice continua a mandare segnali importanti di riduzione dell’appetito per il rischio, che almeno nelle precedenti sessioni hanno finito per riversarsi anche sulle borse USA. Da seguire.

Anche SpaceX è termometro di un momento di stanchezza
Qualcuno dirà che è esattamente quello che ci si doveva aspettare, e avrà anche ragione. Tuttavia la rapida correzione di SpaceX dai massimi toccati durante il lancio, indica quali difficoltà stiano affrontando i bull in questa fase di mercato.
Il titolo ha chiuso ieri poco sopra i 150$, erodendo così tutti i gain accumulati dal lancio. Anche qui una fotografia della stanchezza del mercato. Le società del comparto AI stanno cercando di finanziarsi costi quel che costi, e qualcuno inizia a porsi dei dubbi sulla possibilità del trend di continuare. Qualcuna delle aziende del settore, vedi Micron, continua a correre saulla base di trimestrali molto solide.
Fed è la vera direttrice dell’orchestra dei mercati
Per quanto non tutti siano convinti degli atteggiamenti hawkish di Kevin Warsh, nuovo presidente di Fed, i mercati stanno prezzando almeno un rialzo dei tassi da qui a fine anno. Almeno, perché c’è chi ne vede addirittura tre.
Siamo al momento massimo di hawkishness, di aspettative di politiche monetarie restrittive. La buona notizia è che, almeno su questo fronte, non può andare peggio di così. E dunque che ogni futuro cambiamento dovrebbe essere… in meglio.
Per il resto – per tanti i prezzi si sono fatti invitanti proprio grazie all’ultimo crollo del settore crypto.
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