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Polymarket: due senatori scrivono al regolatore sulle pubblicità ingannevoli

Due senatori scrivono a CFTC sulle "pubblicità truffaldine" di Polymarket - almeno secondo WSJ.
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Negli USA il reportage di The Wall Street Journal su pubblicità di Polymarket ritenute ingannevoli è diventato un caso politico. Un gruppo di senatori, bipartisan, sta attaccando CFTC per la scarsa regolamentazione dei cosiddetti prediction market, mentre sul tema (e sulle attribuzioni del governo federale) si è scatenata una guerra tra stati e Washington che probabilmente continuerà a definire lo spazio dei bizzarri mercati che in un paio di anni scarsi hanno conquistato tutto.

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I senatori John Curtis (repubblicano) e Adam Schiff (democratico) stanno chiedendo di più. Per ora niente di formale, se non una lettera indirizzata a CFTC, dove si chiede di investigare su quanto scoperto dall’importante giornale USA. Un altro tassello però di una guerra che si sta consumando sia sul piano politico, sia su quello economico.

Il regolatore, ai tempi di Trump

Il tema è in realtà sempre lo stesso. Entrambe le agenzie che si occupano di regolamentare i mercati finanziari, CFTC per i derivati e i prediction market, SEC per gli altri mercati, appaiono spompate dopo l’uragano Trump. Meno vigilanza, almeno per i più cinici, maggiore apertura alle canaglie del mondo crypto e di riflesso anche del mondo dei prediction market.

Lo scoop di The Wall Street Journal, che parla di campagne mendaci per la promozione di Polymarket negli USA e altrove, è occasione di ulteriore scontro. I due senatori di cui sopra infatti non ritengono che CFTC stia facendo il suo lavoro nel controllare promozioni e pubblicità del più potente e ricco dei prediction market – a lato di uno scontro che, come vi abbiamo raccontato più volte nei nostri articoli, in realtà riguarda anche i poteri in capo ai singoli Stati e i poteri in capo al governo federale.

Quest’ultimo infatti rivendica il pieno controllo dei prediction market – dato che si tratterebbe di contratti finanziari puri, per quanto su eventi. Gli Stati, che invece ritengono che si tratti di alea e dunque di azzardo, preferirebbero controllare loro, con un sistema di costose licenze, le operazioni.

Ogni occasione sarà buona per continuare a discutere di un mondo che in Europa si è deciso di bannare tout court, ma che in realtà continua a macinare milioni se non miliardi proprio perché piace al pubblico.

Quali effetti a breve?

Difficile che ci siano delle conseguenze immediate. Le lettere (tante) che scrivono i Senatori sono più una medaglietta politica da inserire nel curriculum che altro. E, di più, sono in realtà qualcosa che poco interessa la politica vera, quella fatta di sangue e materie irripetibili su queste pagine.

Tuttavia il segnale è chiaro: le magnifiche sorti e progressive del settore prediction market, dipenderanno anche da quanta forza continuerà ad avere l’amministrazione Trump sul tema, e anche in termini di possibilità di dettare l’agenda sul tema.

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