Problemi per Bitcoin? Ce ne sono cinque. La cattiva notizia è che sono presenti da tempo. Quella buona è che possono essere superati, principalmente con il tempo. Capirli può aiutare non solo a interpretare correttamente il momento del mercato, ma anche ad organizzarsi, eventualmente, per il futuro. Una situazione non piacevole, ma che forse è meno grave di quanto racconti il solito catastrofismo.
Saylor, software, AI, ETF, liquidità, Fed, IPO, SpaceX – di concetti e situazioni sfruttate per spiegare il particolare momento di $BTC ce ne sono tante. Quali sono quelle davvero importanti? E quando potremo lasciarcele davvero alle spalle?
1. Michael Saylor è un problema, ma fino a un certo punto
La folla inferocita è sempre a caccia di un colpevole. La narrativa che lo individua come responsabile deve essere semplice, chiara, lineare. Il colpevole individuato in questa fase è Michael Saylor, che ieri si è beccato anche accuse in mondovisione dal CEO di Ripple, Brad Garlinghouse.
PERCHÉ È UN PROBLEMA: perché le ultime mosse della sua Strategy non sono apparse come perfettamente lucide. Il gruppo ha prima riacquistato debito proprio per guadagnare un centinaio di milioni di dollari, sfruttando però riserve cash il gruppo aveva riservato per le sue azioni preferred. Poi ha venduto una piccola quantità di Bitcoin, scatenando le ire di chi aveva giurato a Saylor amore eterno.
Le borse hanno punito sia le azioni ordinarie sia le preferred. Morale della favola: chi aveva acquistato miliardi in Bitcoin ora non può acquistarne più.
SI PUÒ SUPERARE? Sì, ma probabilmente servirà una mano da parte del prezzo di Bitcoin. Non sappiamo quando arriverà, ma siamo certi del fatto che quando il prezzo di Bitcoin sarà più alto, le azioni MSTR seguiranno, quelle STRC anche e quasi tutti avranno dimenticato questa storia.
2. Bitcoin e lo strano parallelo
Lo strano parallelo – del quale gli analisti più avveduti parlano da sempre – è con il settore del software. Qui la comparazione tra uno degli ETF più popolari del comparto – $IGV di iShares/BlackRock – mostra una correlazione piuttosto chiara.

PERCHÉ È UN PROBLEMA: perché il settore del software arriva da uno dei suoi peggiori momenti di sempre. Punito dall’arrivo dell’AI, negli ultimi mesi ha perso molto. Altro problema: a giugno alcuni dei titoli del comparto sono tornati a crescere, mentre Bitcoin invece iniziava la sua ultima discesa.
SI PUÒ SUPERARE? Probabilmente sì. Se la correlazione dovesse riprendere, toccherà al mondo del software mostrare che certe preoccupazioni dei mercati sono eccessive. L’AI può spazzare via i giganti del software? Probabilmente no – e i peso potrebbe alleggerirsi.
3. Istituzionali scaricano Bitcoin: parlano gli ETF
Soltanto nell’ultima settimana gli ETF su Bitcoin hanno scaricato oltre 1.700 milioni di dollari. Non sono somme decisive per un mercato liquido come quello di Bitcoin. Iniziano però a pesare, dato che gli ETF sono venditori netti da inizio maggio.

PERCHÉ È UN PROBLEMA: perché gli ETF hanno sostenuto la domanda legata a Bitcoin per quasi tutto l’arco della loro esistenza. Non c’erano mai stati scarichi incessanti come quelli ai quali abbiamo assistito per quasi due mesi. È un segnale sia di come sono posizionati gli investitori più articolati sia di altro, che vedremo tra pochissimo.
SI PUÒ SUPERARE? Probabilmente parte dello scarico è condizionato anche dai volumi ridotti sul mercato. In tanti tra fondi e banche comprano gli ETF per fare market making o per legarli ad altri prodotti. Volumi e un leggero miglioramento del sentiment potrebbero interrompere una serie molto punitiva.
4. AI e IPO
Se n’è parlato tanto. C’è chi l’ha messa in termini di ossigeno tolto dalla stanza di Bitcoin, con il grosso degli investitori che si sono orientati sui titoli AI e sulla recente IPO di SpaceX. Dato che la liquidità non è infinita, e se è in un posto non può essere in un’altra, questo è stato considerato un altro enorme problema per il comparto crypto e nello specifico per Bitcoin. In parte è sicuramente vero.
PERCHÉ È UN PROBLEMA: perché Bitcoin vive di capitali e anche di entusiasmi. Se questi sono altrove, non possono essere su $BTC.
SI PUÒ SUPERARE? Non è detto che lo si supererà sul breve. Per quanto in tanti continuino a insistere su una bolla, c’è chi, come Cathie Wood, continua a investire. Non è detto che sia necessario però per vedere un ritorno di Bitcoin forse non verso i massimi, ma verso un mood ben più positivo.
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Saylor non è uno scappato di casa… per cui come diceva Andreotti… a pensar male si fa peccato ma ci si indovina sempre… le sue mosse “stupide”… fanno scappare i deboli ed investire i forti… Anche così si può guardare la situazione.
R.