Home / Bitcoin: cresce l’attività dei piccoli investitori, ma potrebbe non essere un buon segnale

Bitcoin piccoli investitori segnale bear

Bitcoin: cresce l’attività dei piccoli investitori, ma potrebbe non essere un buon segnale

I retail sono tornati, ma questa volta non per comprare il dip di Bitcoin. L'analisi on-chain mostra un quadro preoccupante.
Bitcoin piccoli investitori segnale bear

Negli ultimi mesi gli investitori retail si sono fatti più partecipi sul mercato di Bitcoin. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare in bear market, le mani deboli non sono sparite dalla circolazione ed anzi hanno incrementato la propria mole di attività sul network, arrivando a toccare gli stessi livelli registrati a inizio anno. Purtroppo però, i dati on-chain ci suggeriscono che questo segnale non è da intendersi in un’ottica positiva per i prezzi, almeno nel breve termine.

Con Bybit ottieni doppio cashback su tutte le spese con carta: approfitta di questa promozione per accumulare criptovalute nella quotidianità. Segui il link per partecipare, anche se sei già cliente di questo exchange, che ti ricordiamo essere 100% MiCA compliant.

In genere la presenza dei retail sulle piazze crypto è direttamente proporzionale all’aumento dei prezzi di Bitcoin: più le quotazioni salgono, più i trader di piccola taglia sono incentivati a muovere monete su blockchain e scambiarle ad alto ritmo. Questa volta però il contesto è diverso: l’aumento dell’attività dei piccoli investitori è arrivato mentre la criptovaluta attraversava una fase fortemente correttiva, in una divergenza che merita un’analisi più approfondita.

Bitcoin: i retail ritornano sul mercato

Secondo quanto riportato da un analista di CryptoQuant, da inizio aprile il volume medio giornaliero di trasferimento registrato dagli investitori retail di Bitcoin è aumentato del 12%, arrivando a registrare 383 milioni di dollari. Ci riferiamo in particolare a tutti i movimenti di piccolo taglio, con una size inferiore a un controvalore di 10.000 dollari, ossia verosimilmente l’importo tipico delle operazioni effettuate dai piccoli investitori.

Nello stesso periodo BTC è dapprima cresciuto del 25% in un rally che lo ha portato a essere negoziato sopra gli $80.000, per poi perdere il 30% da quel top locale, fino a scendere al di sotto dei $60.000. Si tratta di una grossa anomalia rispetto alla ciclicità di Bitcoin, visto che di solito in una fase di distribuzione di prezzi i retail tendono a ridurre gradualmente la propria attività di trasferimento sul network.

Non è un caso infatti se in genere con i prezzi ai massimi storici tutti i piccoli operatori vogliono salire sul carro, mentre con le quotazioni ai minimi l’interesse scende sensibilmente. La stessa logica si riflette anche nell’attività on-chain, con i volumi di piccolo taglio che aumentano nelle fasi di euforia e si contraggono nei momenti di stress. Stavolta però le condizioni di mercato appaiono diverse e potrebbero rivelarsi decisamente meno ottimistiche.

Volumi di trasferimento dei retail in aumento su Bitcoin.

Perché l’aumento di partecipazione dei retail è bearish in questo momento?

Il problema è che i retail stanno registrando un aumento dei volumi di trasferimento non perché stanno acquistando il dip, ma perché sono spaventati dal crollo dei prezzi di Bitcoin e vogliono uscire dal mercato. Gran parte delle ultime turbolenze sulle borse deriva infatti dalla capitolazione dei piccoli investitori e da una grossa quota di vendite arrivate in preda al panico, proprio mentre BTC tentava il breakdown dei $60.000.

Questa lettura è confermata dal recente aumento dei flussi di entrata verso gli exchange da parte degli short-term holder (STH), ossia gli operatori che hanno movimentato monete negli ultimi 6 mesi. Questa categoria è composta prevalentemente da utenti retail ed è quella storicamente più incline a lasciarsi guidare dalle emozioni durante le fasi di alta volatilità.

Secondo i dati CryptoQuant, pochi giorni fa gli inflow hanno superato quota 55.000 BTC trasferiti sugli exchange, di cui 53.000 BTC spostati in perdita. Praticamente quasi tutti i trasferimenti verso i CEX sono stati eseguiti a un prezzo inferiore rispetto a quello originario di acquisto, dinamica che nell’analisi on-chain viene interpretata come una perdita realizzata.

Aumento degli inflow Bitcoin verso gli exchange, categoria STH.

Capite bene dunque come non sempre l’incremento dei volumi di trasferimento on-chain sia un dato positivo, seppur di solito venga interpretato in questo modo. A questo giro la situazione, vista da un piano più elevato, mostra che i piccoli investitori stanno liquidando le proprie posizioni in fretta e furia.

Nel frattempo sugli exchange la liquidità in stablecoin resta bassa, creando il mix perfetto per accentuare la discesa di Bitcoin.

Gli UTXO Bitcoin confermano l’inizio della capitolazione

Un’ulteriore conferma del fatto che l’aumento dell’attività dei retail sia frutto di una dinamica di capitolazione arriva dall’analisi degli UTXO Bitcoin (Unspent Transaction Outputs). Ricordiamo per i meno esperti che gli UTXO sono come delle “ricevute” che attestano che una certa quantità di BTC non è ancora stata spesa e rientra come saldo di un determinato indirizzo.

In pratica, ogni volta che si ricevono dei BTC on-chain, la rete non considera un saldo unico ma genera uno o più UTXO che rappresentano transazioni in entrata differenti. Ognuno di questi output non spesi contiene informazioni come il prezzo al momento del trasferimento e la data, ossia elementi che ci permettono di distinguere quali monete vengono mosse in profitto e quali in perdita.

Ebbene, in questo momento l’analisi degli UTXO mostra che il rapporto tra profitti e perdite è recentemente sceso ai livelli più bassi degli ultimi due anni. La maggior parte dei Bitcoin mossi su blockchain nell’ultimo periodo risulta dunque associata a operazioni effettuate in perdita rispetto al prezzo di carico iniziale, con un’accelerazione nelle ultime settimane che conferma la capitolazione in corso.

Analisi degli UTXO Bitcoin

Nel complesso la situazione di breve periodo sembra ancora vincolata al ribasso, con le svendite dei piccoli operatori che rischiano di trascinare il prezzo di Bitcoin su nuovi minimi. Tuttavia, livelli di perdite così profondi storicamente coincidono con le fasi finali del bear market, esattamente come accaduto nel 2022 e 2018. In ottica di lungo periodo, da qui potrebbe esserci molto più spazio per un rialzo che per un ribasso.

Nel frattempo le mani forti stanno accumulando nel mezzo dell’incertezza, approfittando degli sconti per incrementare le proprie riserve, mentre i piccoli abbandonano il mercato.

Iscriviti
Notificami
guest

0 Commenti
Più votati
Più nuovi Più vecchi
Inline Feedbacks
View all comments