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Bitcoin supply profitto livelli bottom

Bitcoin: solo il 46% dell’offerta è in profitto – non succedeva dal crollo di FTX a novembre 2022

Bitcoin potrebbe essere finalmente vicino al bottom, ma c'è un'analisi più complessa da fare.
Bitcoin supply profitto livelli bottom

Nella seduta di ieri Bitcoin ha subito l’ennesimo attacco ribassista da parte degli orsi, con i prezzi che sono scivolati sotto i minimi annuali – intorno ai $58.100 – poco prima di un rimbalzo tecnico. Il movimento ha spinto molti piccoli investitori a vendere in perdita le proprie posizioni, mentre la quota di supply complessiva in condizione di underwater ha raggiunto il livello più alto dell’attuale ciclo di mercato.

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In questo momento appena il 46% dell’offerta circolante di Bitcoin si trova in profitto, o più precisamente, secondo la lettura dei dati on-chain, con l’ultimo prezzo di trasferimento inferiore rispetto al prezzo di mercato. Parliamo di una cifra molto importante che storicamente ha sempre accompagnato la criptovaluta verso un bottom pluriennale, per poi favorire un progressivo lento ritorno in regime di bull market.

Anche questa volta la storia potrebbe ripetersi, e non possiamo negare di essere quantomeno vicini a una zona di plausibile inversione. Attenzione però, perché nonostante ciò, le turbolenze potrebbero non essere ancora terminate. Manca ancora un elemento per chiudere alla perfezione il pattern ciclico della redditività degli holder.

Bitcoin: supply in profitto tocca nuovi minimi del ciclo

Statisticamente, la supply di Bitcoin si muove quasi sempre per oltre il 50% in condizione di profitto: raramente scende al di sotto del punto di parità contro l’offerta in perdita, e quando succede significa che la criptovaluta sta registrando grandi drawdown dai massimi storici, così pesanti da mettere in difficoltà una vasta fetta dei detentori.

L’ultima volta che abbiamo raggiunto un livello pari al 46% è stato durante il periodo immediatamente successivo al crollo di FTX – a novembre 2022 – quando Bitcoin veniva scambiato a poco più di $16.000. Ora ci stiamo avvicinando alle stesse percentuali, con un prezzo della moneta che però risulta all’incirca triplicato rispetto a quel contesto.

Bitcoin supply in profitto
Percentuale di supply Bitcoin in profittoFonte dati: https://studio.glassnode.com

Molti analisti già iniziano a chiamare la formazione di un bottom per Bitcoin, mentre il parco buoi del mercato – terrorizzato dagli ultimi sell-off – teme un altro disastroso crollo in grado di portare la moneta al di sotto dei $40.000.

La verità probabilmente sta nel mezzo: ci sono infatti dei fattori che ci spingono a pensare che il fondo del ciclo – per quanto idealmente vicino – non è stato ancora raggiunto, mentre altri suggeriscono che sia altamente improbabile tornare al di sotto dei livelli di dicembre 2023.

Perché difficilmente Bitcoin scenderà ancora a lungo?

Il bear market di Bitcoin potrebbe essere quasi giunto al termine, e sarebbe da escludere una fredda continuazione bearish per altri diversi mesi, almeno sulla base dello storico dei dati on-chain. Infatti, se i prezzi dovessero scendere ancora di molto, finirebbe in perdita un’altra quota dell’offerta circolante, arrivando a registrare i livelli più bassi della storia in termini di redditività relativa.

In particolare, il target dei $40.000 risulta particolarmente complesso da rompere, visto che rappresenta il livello di accumulazione più grande degli ultimi 5 anni (al di sotto del mark price). Un breakdown di questa soglia significherebbe portare underwater una grossa fetta della supply, in una situazione dove già più della metà dell’offerta sta sanguinando, oltre a distruggere un supporto fondamentale per gli equilibri a lungo termine di Bitcoin.

Ovviamente, tutto può succedere nei mercati, ma da un punto di vista prettamente psicologico sembra estremamente difficile riuscire a mobilitare i prezzi su un target che indurrebbe gli investitori a livelli di stress ben più elevati rispetto a quelli registrati nei bottom degli ultimi 3 bear market. È più plausibile che nel mentre la domanda torni a palesarsi in modo vigoroso, con le mani forti che acquistano quanto lasciato sul piatto da quelle deboli.

Bitcoin livelli cost basi
Bitcoin, livelli di cost basisFonte dati: https://studio.glassnode.com

Perché il bottom non è stato ancora raggiunto?

C’è chiaramente la possibilità che i $58.100 siano effettivamente i bottom del ciclo, ma non è da scartare a prescindere l’ipotesi di un’altra leg down. I motivi di questo pensiero sono molteplici: il primo è che gli short-term sono in una fase di panico in questo momento, spaventati dalle news negative e con un’emotività particolarmente sensibile ai movimenti di prezzo.

Questo fattore aumenta il rischio di panic selling su una coorte che storicamente ha sempre capitolato prima di raggiungere il bottom. E a questo giro, gli short term non sono ancora usciti completamente dai giochi.

Il secondo elemento riguarda il fatto che, su un piano più generico (senza distinzioni tra STH e LTH), il rapporto tra profitti e perdite realizzate non si trova ancora agli stessi livelli dei bottom dei cicli precedenti. Su una media di 30 giorni il ratio attuale segna 0,55, valore ben maggiore rispetto agli 0,2 registrati in tutte le annate bear della storia di Bitcoin.

Profitti perdite realizzate Bitcoin
Rapporto profitti/perdite realizzateFonte dati: https://studio.glassnode.com

Questo significa che, se la storia dovesse ripetersi, gli investitori dovrebbero realizzare ancora qualche perdita prima di toccare ufficialmente il fondo e ripartire.

Conclusioni: cosa aspettarsi nei prossimi mesi da Bitcoin?

Potenzialmente ci sono tutte le carte in regola per andare ad aggiornare un nuovo minimo, andando magari a toccare il livello dei $53.500, che rappresenta la soglia di “realized price” di Bitcoin, ossia il prezzo medio di carico dell’offerta complessiva. Sarebbe tra l’altro un movimento che si sposa perfettamente con il pattern ciclico della criptovaluta, in quanto in tutti gli ultimi 3 cicli di mercato c’è sempre stato un cross ribassista di questo livello, da cui si è poi ripartiti al rialzo.

Realized price Bitcoin
Realized price BitcoinFonte dati: https://studio.glassnode.com

D’altro canto sembra improbabile riuscire ad estendere il bear market ancora a lungo e portare i prezzi di Bitcoin ben al di sotto del realized price, per i motivi finora citati. L’ipotesi più accreditata resta quella di un ultimo sciacquone al ribasso tale da attivare la capitolazione degli investitori, per poi consolidare per qualche settimana o mese sui minimi e iniziare una lenta e progressiva ripartenza al rialzo.

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