Due trader su Polymarket hanno deciso di portare il popolare prediction market in tribunale, a causa della risoluzione, a loro svantaggio, di un mercato che riguardava la vendita di Bitcoin da parte di Strategy, la società di Michael Saylor. La chiusura di quel mercato con “no” alla domanda Venderà Saylor Bitcoin prima della fine di maggio è stato uno dei casi più dibattuti della breve ma intensa vita di Polymarket.
Il caso riguarda una discrepanza tra la data effettiva di vendita di Bitcoin da parte di Strategy e il momento in cui tale vendita è stata comunicata. Strategy infatti comunica soltanto il lunedì successivo quanto effettuato – in termini di acquisti e vendite – durante la settimana in corso. Nel caso del mese di maggio, la comunicazione arrivò appunto soltanto il 1° giugno. Le polemiche sono state importanti – e ora finiranno in un tribunale USA.
Sono in due, vogliono essere rimborsati
Sono due gli investitori che, non contenti dell’esito della scommessa di cui sopra, hanno deciso di chiamare i propri avvocati e portare la questione in Corte Suprema a New York. Sono William Wood e Thomas Bush e hanno citato in giudizio non soltanto Polymarket ma anche il CEO Shayne Caplan e il CMO Matthew Modabber. Sono state poi citate in giudizio anche altre entità legate al prediction market.
- Cos’è successo?
I due investitori, in realtà insieme a tanti altri, avevano puntato sulla vendita di Bitcoin da parte di Michael Saylor prima della fine di maggio. Strategy ha effettivamente venduto Bitcoin durante l’ultima settimana di maggio, salvo poi comunicarlo soltanto il lunedì successivo, come di rito.
Polymarket, dato che la comunicazione ufficiale è arrivata soltanto il lunedì successivo, 1° giugno, ha deciso di risolvere il mercato con un no. Ovvero come se la vendita fosse avvenuta al momento della comunicazione a SEC. La decisione ha fatto infuriare molti, ovvero tutti coloro i quali avevano puntato sul sì. Ci sono stati ricorsi, che il meccanismo interno di Polymarket, da sempre contestato per l’eccessiva centralizzazione, ha comunque risolto con un no.
L’accusa in realtà riguarda proclami ritenuti, dagli avvocati dei due, mendaci sulla modalità di risoluzione dei mercati.
Polymarket però continua a correre
La questione, che è stata dibattuta più della prima vendita vera di Bitcoin da parte di Saylor, non ha però causato grandi danni al business di Polymarket, che complici i mondiali continua a far registrare record su record.
Intanto in termini di vendite di Bitcoin da parte di Saylor siamo già alla fase B. Ieri il gruppo ha annunciato di averne venduti più di 3.000 senza che ci sia stato un grosso impatto sul prezzo di $BTC.
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