Ethereum è stato uno degli asset più deludenti e sottoperformanti dell’ultimo ciclo, ma ora alcuni segnali on-chain suggeriscono che forse il mercato si sta preparando a costruire le basi del prossimo grande rialzo di $ETH. In tal senso, uno dei dati più interessanti riguarda l’evoluzione dello staking, con numeri che mostrano una quota crescente di token bloccati all’interno del protocollo, attualmente ai massimi storici.
Ricordiamo per i meno esperti che lo staking rappresenta una componente centrale dei fondamentali di Ethereum: più $ETH si trovano impegnati nel meccanismo di consenso della rete, più quest’ultima diventa sicura a livello crittografico e, parallelamente, più si riduce la quota di offerta disponibile in circolazione.
Staking di Ethereum: crescita formidabile da inizio anno
Secondo i dati di ValidatorQueue, da gennaio 2026 si è verificato un aumento significativo del numero di token $ETH depositati in staking, ovvero impegnati nel meccanismo di consenso Proof-of-Stake di Ethereum. In totale da inizio anno sono entrati oltre 11,8 milioni di $ETH, per un controvalore di circa 22,4 miliardi di dollari alle quotazioni attuali della criptovaluta.
Al momento il bilancio complessivo dello staking conta poco meno di 41,2 milioni di Ether, pari al 33,8% della supply circolante, in crescita di 4,5 punti percentuali nello stesso orizzonte analizzato. Si tratta di un incremento davvero importante, non solo per le implicazioni a livello di flussi di investimento, ma anche considerando il fatto che nella seconda metà del 2025 lo staking era rimasto pressoché fermo a livello di nuovi ingressi netti.

A questi numeri vanno sommati anche i 2,4 milioni di $ETH che si trovano attualmente in coda (queue) per l’ingresso, mentre sul fronte opposto le richieste di uscita risultano praticamente assenti. Tutto ciò è estremamente positivo per Ethereum in qualità di infrastruttura e soprattutto per $ETH in qualità di asset, visto che al momento troviamo circa un terzo della supply che non può essere venduto sul breve periodo, se non appunto dopo un exit window di qualche ora/giorno.
Lo staking di $ETH continuerà a crescere?
Considerando il trend storico dello staking, partendo dalla sua introduzione definitiva nell’ecosistema Ethereum a settembre 2022 con l’aggiornamento “The Merge” fino ad arrivare ai giorni nostri, possiamo dire che la traiettoria sembra orientata stabilmente al rialzo. Infatti, al di là di qualche breve periodo di consolidamento, non si sono mai verificate profonde uscite di $ETH, e questo ci fa ben sperare per una possibile continuazione di questo trend nei prossimi anni.
Va comunque fatto notare che probabilmente la velocità con cui sta crescendo lo staking nel 2026 difficilmente verrà replicata a lungo in futuro. Questo perché mano a mano che aumenta la quota di $ETH sul protocollo, diminuisce l’APR offerto agli staker, rendendo conseguentemente meno attrattivo il rendimento offerto agli investitori. Giusto per dare un’idea: all’inizio lo staking offriva più del 5% annualizzato sui depositi, mentre ora paga il 2,66%, in calo rispetto al 3% di un anno fa.
Ciò che invece sembra certo è che l’obiettivo dell’ecosistema Ethereum sarà rendere lo staking sempre più a portata di tutti (anche per investitori esterni al mondo crypto), attraverso infrastrutture in grado di semplificare il processo e renderlo meno “pesante” in termini di blockspace. Proprio due giorni fa il fornitore Lido Finance ha annunciato la migrazione di 16 miliardi di dollari dallo staking per favorire un modello più scalabile in ottica futura.
Chi ha depositato così tanti $ETH in staking negli ultimi mesi?
Gran parte del merito della crescita dello staking da inizio anno è da attribuire a Bitmine, società guidata dal noto investitore Tom Lee, che opera come Digital Asset Treasury con una strategia basata sull’accumulo di $ETH. In totale, il gruppo detiene ad oggi partecipazioni per quasi 5,7 milioni di Ethereum, di cui circa 4,9 milioni di monete impegnate nello staking.
Grazie alle detenzioni veicolate nello staking tramite il validatore MAVAN, Bitmine è riuscita a guadagnare ben 45,7 milioni di dollari di ricavi nell’ultimo trimestre, secondo i dati pubblicati alla SEC. Solamente lunedì la società ha annunciato l’ennesimo acquisto di $ETH, seppur contenuto rispetto alla media, oltre al riacquisto di azioni proprie.
Ritornando al discorso della traiettoria futura dello staking, molto dipenderà da Bitmine e dalle prossime mosse. Qualora dovesse essere costretta a vendere $ETH in futuro, potrebbe dover attingere proprio da quella fonte, anche se Tom Lee sembra fiducioso sul futuro del progetto, tanto da aver affermato qualche settimana fa che “il bello deve ancora venire”.
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