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Aave chiusura crypto mercati chain adozione

Aave chiude 6 mercati di prestito: bassa adozione e conti che non tornano su queste crypto

Aave sta abbandonando le reti e le monete che non portano ricavi significativi al protocollo. Brutta notizia per questi progetti crypto.
Aave chiusura crypto mercati chain adozione

È tempo di pulizie di primavera per il protocollo Aave, anche se siamo in piena estate. Poche ore fa LlamaRisk, il team di analisi del rischio che collabora con la DAO del progetto, ha pubblicato un Aave Request for Comments (ARFC) in cui propone di tagliare i mercati che non stanno più portando ricavi sufficienti a garantire il loro mantenimento. Nonostante la proposta non sia ancora stata votata ufficialmente on-chain, possiamo dare quasi per scontato che tutta la community convergerà verso un voto favorevole.

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La mossa riguarda per la precisione la chiusura totale di 6 blockchain che durante gli ultimi mesi hanno riscontrato bassa adozione nel settore crypto e 71 asset diversi sparsi su altre reti. Gli utenti di Aave che detengono posizioni di credito/debito su questi mercati sono invitati a ritirare gradualmente i propri asset, mentre le nuove operazioni – non appena la proposta verrà votata e implementata tramite AIP – verranno bloccate.

Aave: la proposta di LlamaRisk per tagliare i mercati e le crypto inefficienti

Il protocollo Aave è una macchina complessa fatta di diverse componenti on-chain ed altrettante off-chain. Oltre agli smart contract e alle varie funzionalità in DeFi, il progetto si serve di entità esterne indipendenti come LlamaRisk (finanziate dalla DAO) che si occupano di monitorare costantemente i rischi e i parametri di salute dei vari mercati attivi.

Detto più semplicemente, questo team valuta quali crypto asset e quali reti offrono realmente un ritorno economico positivo per la piattaforma, e definisce eventualmente i tassi di interesse e i collaterali accettati. Il suo obiettivo finale è ridurre quella che in gergo viene definito “risk surface”, ossia la superficie di rischio complessiva del protocollo, eliminando e gestendo i mercati meno convenienti che costano troppo in termini di manutenzione e che non producono sufficienti ricavi.

Ora, l’ultimo intervento di LlamaRisk comporterà l’abbandono di 98,1 milioni di dollari di asset forniti in supply e 15,6 milioni di dollari di posizioni di debito. Si tratta di cifre significative, che però non sono poi così rilevanti se paragonate ai 25,1 miliardi di depositi e agli 11,1 miliardi di prestiti attivi su tutte le versioni del protocollo e su tutte le chain abilitate.

Quali sono i 6 mercati che verranno rimossi da Aave?

Parliamo di chain che erano state introdotte nel protocollo negli ultimi anni, e che, nonostante i buoni propositi, oggi generano meno di 5.000 dollari singolarmente di ricavi trimestrali (in alcuni casi anche meno di 1.000 dollari), una cifra assolutamente non adeguata per tutti i costi operativi che ne derivano, come ad esempio la gestione degli oracoli per i feed di prezzo, il monitoraggio di risk provider esterni ed altro ancora.

Le blockchain colpite sono le seguenti: Sonic, Scroll, ZKsync, Metis, Soneium e Aptos. Tutte reti che complessivamente gestivano 12,8 milioni di dollari di depositi per 4,1 milioni di dollari di posizioni a debito. Non è una buona notizia per le crypto native di queste chain (fatta eccezione per Soneium che non ha un token), ossia $S, $SCR, $ZK, $METIS e $APT.

Queste monete infatti non potranno più essere utilizzate per strategie di yield o per ottenere esposizione leveraged sul più grande money market della DeFi, e potrebbero dunque soffrire di una diminuzione della domanda speculativa sul mercato. Insieme ai token nativi delle rispettive chain, questi 6 mercati comprendono complessivamente 25 asset diversi, che verranno ovviamente dismessi anche loro con l’operazione di wind-down.

Il CEO di Aave commenta la rimozione delle chain

Oltre a questi 6 mercati interi però, Aave sta abbandonando anche altri 50 asset singoli su molteplici chain differenti (che restano operative) e 21 token sintetici del protocollo Pendle.

Le altre crypto dismesse da Aave

Anche in questo caso il processo di dismissione segue una logica economica: gli asset in questione avevano perso molta rilevanza negli ultimi 6 mesi e avevano registrato un forte calo dei depositi. In totale il valore evaporato corrisponde a 85,3 milioni di dollari di depositi e 11,5 milioni di dollari di prestiti. Si tratta di crypto che rientrano in 11 deployment diversi, tra cui Ethereum, Arbitrum, Base, Avalanche, Plasma e Polygon, i quali però – come accennato prima – rimarranno operativi in qualità di catene.

Tra i principali asset singoli ad essere esclusi su Aave troviamo: $CRV, $UNI, $MKR, $ENS, $SNX, $1INCH e $FBTC, tutti relativi ad Ethereum Core, $EURS, $USDC.e, $SUSHI e $CRV su Polygon, $DAI, $EURS e $ezETH su Arbitrum. Altri nomi potenzialmente interessanti sono $LINK su Avalanche, $WETH su Gnosis, $CAKE su BSC e $USDT0 su MegaETH. Per la lista completa, trovate tutti i riferimenti sulla proposta ARFC di LlamaRisk.

Assieme a questi 50 asset individuali, si aggiungono anche 21 Principal Token del protocollo Pendle che sono giunti a maturazione e che verranno dunque sostituiti con nuovi PT.

Cosa fare se si detengono posizioni sulle chain o asset coinvolti?

In realtà, non c’è particolare urgenza di prelevare. La dismissione blocca solamente i nuovi depositi e le nuove operazioni, ma le posizioni già aperte possono rimanere tali per un periodo di tempo non definito. Sarà LlamaRisk a valutare con il tempo, caso per caso, le misure necessarie per accelerare l’uscita degli utenti.

Detto ciò, restare posizionati su queste crypto o sulle chain deprecate non è del tutto conveniente: nel caso dei singoli asset Aave aumenterà il reserve factor, riducendo dunque i rendimenti per chi fornisce supply, mentre per le 6 chain chiuse si imporrà un tasso di interesse fisso del 5% sul borrow, con anche in questo caso un aumento aggressivo del reserve factor.

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