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100 Bitcoin in palio. CEO BitGo sfida AI Claude Anthropic “Buca questo indirizzo e sono tuoi”

Nel momento più duro per "l'autocustodia", il CEO di BitGo sfida i modelli di Anthropic.

Mike Belshe sfida Anthropic e i suoi modelli in grado di bucare (quasi) qualunque difesa informatica. Il CEO del colosso BitGo ha invitato il gruppo guidato da Dario Amodei a bucare un singolo indirizzo Bitcoin nel quale sono custoditi 100 $BTC, così da dimostrare una volta per tutte che i modelli LLM di nuova generazione sarebbero davvero fuori controllo, come raccontano certi comunicati stampa, certe notizie (secondo i detrattori a orologeria) e più in generale le società attive in questo comparto.

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I termini sono semplici: c’è un indirizzo con 100 Bitcoin dentro e Anthropic è invitata a ottenerne il controllo, con qualunque mezzo possibile. Una sfida forse impossibile e che ha degli scopi secondari però molto interessanti.

La sfida nel momento di massimo sconforto per chi fa autocustodia

La sfida arriva con tempistiche precise. Il weekend è stato infatti dominato dalle notizie sull’hack di ColdCard, uno dei più conosciuti wallet Bitcoin only. Una notizia che ha riacceso la discussione sulla capacità dei nuovi modelli AI di bucare difese informatiche o – come in questo caso – di scovare bug critici. In realtà non sappiamo se ci sia stata o meno la partecipazione di modelli AI, né tantomeno se l’utilizzo di quanto offerto da Anthropic sia stato parte del processo.

Mike Belshe però, apparentemente stanco del bombardamento di comunicati stampa sull’impossibilità di controllare – anche da parte di chi quei modelli li ha realizzati – le LLM in ambito hacking.

Ora la sfida c’è: all’indirizzo bc1qg4jcyumevszta3rs869v9jrf6rz9z360svp03jsl5xcryfd7xqvs4hurnq sono custoditi 100 Bitcoin, messi a disposizione (per un controvalore di oltre 6.000.000$) per dimostrare o meno le capacità illimitate di certe macchine pensanti.

In realtà mancano tanti altri dettagli

È altrettanto vero però che mancano molti dettagli sulla modalità con la quale sono state generate le chiavi e se ci sono o meno ulteriori sistemi a difesa di quell’enorme quantità di Bitcoin.

Per ora la sfida non è stata pubblicamente raccolta da Anthropic. Chissà se invece terzi non tenteranno la fortuna, anche indirettamente.

La questione è – dato il momento storico difficile per l’autocustodia di Bitcoin – anche un tentativo di recupero di un sentiment maggiormente positivo su certe pratiche che sono quintessenziali per il funzionamento di Bitcoin. Chissà se Anthropic, in questo senso, riuscirà a dare una mano, anche soltanto per il morale.

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