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Crypto inflazione tokenomics token

Due progetti stanno riscrivendo la tokenomics: meno inflazione e più valore per queste crypto

Tempo di aggiustamenti della tokenomics per due noti nomi del settore crypto. Le modifiche potrebbero piacere agli investitori.
Crypto inflazione tokenomics token

La tokenomics è una delle componenti più importanti (e sottovalutate) che aiuta a definire la traiettoria futura di un crypto asset. Spesso molti progetti falliscono proprio perché non hanno delle regole che consentono di generare valore a vantaggio dei token holders nel lungo periodo, o perché semplicemente la gestione operativa del protocollo richiede un elevato tasso di inflazione annuo che finisce per aumentare la pressione di vendita sul mercato.

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Nell’ultimo periodo i team di diversi progetti hanno iniziato a riconsiderare la propria tokenomics iniziale, introducendo modelli economici più efficienti e più sostenibili con l’obiettivo di attirare l’interesse degli investitori. Tra questi troviamo Solana e NEAR Protocol, con i rispettivi ecosistemi che in queste ore stanno votando due importanti proposte di governance che potrebbero cambiare significativamente il futuro delle crypto $SOL e $NEAR.

Solana punta alla scarsità di $SOL: il doppio intervento sulla tokenomics

In questo momento i validatori attivi sulla chain Solana sono chiamati a votare due distinte proposte di governance, ovvero SIMD-0550 e SIMD-0553. Entrambe riguardano da vicino la tokenomics di $SOL e hanno come scopo quello di rendere il crypto asset più scarso a livello digitale, modificando la struttura delle emissioni annuali e introducendo una nuova commissione di burn.

Secondo gli esperti queste due modifiche – qualora venissero approvate con almeno il 15% dello stake come livello di quorum – potrebbero portare a vantaggi non indifferenti al token $SOL: il suo tasso di disinflazione verrebbe raddoppiato, eliminando un potenziale di 1,36 miliardi di dollari di nuove emissioni in un arco di 6 anni. A questo si aggiungerebbe anche un burn della supply per un controvalore di oltre 200 milioni di dollari all’anno, incrementando l’impatto attuale di circa 14 volte.

Proposte di burn e disinflazione su Solana

La proposta SIMD-0550 su Solana per ridurre l’inflazione

Nello specifico, questo cambiamento lato tokenomics non mira ad eliminare completamente l’inflazione del network Solana, cosa che sarebbe anche controproducente per l’intero ecosistema. Piuttosto l’obiettivo è accelerare il processo di progressiva riduzione che è già previsto dal modello attuale.

A oggi l’inflazione annuale di $SOL si aggira intorno al 3,7%, un livello considerato talvolta eccessivo dagli holder della criptovaluta. Se la proposta dovesse andare in porto (servirà poi il voto della community dopo quello dei validatori), la quantità di $SOL emessi annualmente diminuirebbe molto più rapidamente, consentendo di raggiungere più in fretta il target di 1,5% di inflazione.

In termini tecnici, il tasso di disinflazione passerebbe dal 15% annuo al 30%, comportando chiaramente un introito meno significativo a favore dei validatori e degli staker, pur giovando in termini di scarsità sull’offerta del token.

La proposta SIMD-0553

In parallelo, Solana sta lavorando anche a una seconda proposta che riguarda l’introduzione di una nuova commissione, con i proventi che verrebbero impiegati per il burn di $SOL. In pratica, gli addetti ai lavori propongono di collegare il consumo di risorse della rete alla quantità di token che vengono rimossi dalla circolazione, così da allineare – seppur parzialmente – la crescita della piattaforma con l’aumento della scarsità della criptovaluta.

L’importo della commissione, pagato in $SOL, dipenderebbe dalla quantità di Compute Units (CU) utilizzate e dalla quantità di dati elaborati. Chiaramente il costo è a carico dell’utente, mentre i token raccolti non verrebbero distribuiti ai validatori (come nel caso precedente delle emissioni), ma eliminati definitivamente dalla circolazione tramite burn.

Così facendo Solana potrebbe introdurre un modello di value accrual che dipende direttamente dal livello di attività on-chain: più transazioni, più risorse consumate, più pressione deflazionistica sul token $SOL.

NEAR Protocol e il fondo sovrano da 30 milioni di token $NEAR

Anche il team di NEAR Protocol sta seguendo le orme di Solana e sta lavorando a una proposta molto interessante per modificare la tokenomics del proprio token nativo. Anche in questo caso l’obiettivo ultimo è ridurre l’inflazione di $NEAR, cercando di tagliare parte delle emissioni annuali che vanno ai validatori della rete.

Ad ogni modo, qui il team non punta semplicemente a sacrificare nuovi sblocchi o a velocizzare tale processo, ma a sostituire il modello attuale con un sistema molto più produttivo. La proposta stabilisce la creazione di un fondo sovrano con un seed iniziale di 30 milioni di token $NEAR, pari a circa 52,5 milioni di dollari, a cui verranno aggiunte gradualmente parte delle entrate generate dal protocollo.

Questi asset verranno poi impiegati in varie strategie DeFi (non ancora definite) per generare rendimento con cui finanziare la sicurezza della rete e i premi ai validatori. Dunque, invece che pagare i costi infrastrutturali emettendo e vendendo nuovi token $NEAR, il protocollo punta a utilizzare il capitale accumulato nel fondo come fonte di finanziamento per il lungo periodo.

Proposta per l’implementazione di un fondo sovrano di $NEAR

Se i rendimenti dovessero soddisfare i bisogni dell’ecosistema, nel tempo questo modello potrebbe portare $NEAR a una supply fissa, senza più emissioni e senza più inflazione che riduce il potenziale al rialzo della criptovaluta.

Blockchain e DApp verso modelli sempre più produttivi

Solana e NEAR sono solo alcuni dei tanti casi di progetti che negli ultimi mesi si sono attivati per rendere più appetibile la propria tokenomics e cercare nuovi modelli capaci di portare valore ai propri token holders. Soprattutto quelle realtà che hanno sottoperformato il benchmark durante l’ultimo ciclo, sono intervenute per ridurre la pressione al ribasso data dai vari unlock e aumentare potenzialmente la spinta al rialzo con l’introduzione di elementi come i buyback e burn.

In tal senso, negli ultimi mesi stanno emergendo principalmente due approcci (da cui creare potenzialmente anche una versione ibrida):

  1. Come ha iniziato a fare anche l’Ethereum Foundation: rendere produttiva la propria Treasury e utilizzare quei ricavi come capitale per i costi operativi e infrastrutturali
  2. Puntare tutto sul revenue meta, cercando nuove fonti di ricavi con cui alimentare i buyback dei rispettivi token e introdurre anche una forte leva a livello marketing.
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