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Bitcoin: i venditori stanno finendo le cartucce, ma la domanda resta assente

Bitcoin è intrappolato tra due livelli chiave, mentre domanda e offerta perdono entrambe intensità.
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I dati on-chain suggeriscono che la forza dei venditori si sta progressivamente esaurendo, con diversi indicatori vicini ai livelli minimi toccati nei precedenti bear market. Nonostante ciò, Bitcoin sembra far fatica a rompere al rialzo questa fase di incertezza mentre i prezzi rimangono bloccati su due livelli chiave, in attesa della reazione della domanda in un mercato che scambia i volumi più bassi dal 2019.

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La scorsa settimana, sul mercato dei derivati i venditori allo scoperto avevano preso il controllo della price action di breve periodo, guidati da un forte aumento delle posizioni a leva. In un time frame leggermente più ampio vediamo come questa dinamica sia molto meno marcata, soprattutto per quel che riguarda il mercato spot. Ad ogni modo, tutto ciò non esclude un possibile nuovo drawdown per Bitcoin e il raggiungimento di un nuovo minimo di questo ciclo.

Il prezzo di Bitcoin rimane schiacciato tra due livelli importanti

Bitcoin si muove con bassa volatilità da diverse settimane, a fronte anche di premi modesti pagati dai trader di opzioni per sfruttare possibili upside o downside, con l’IV che continua a contrarsi sulle principali scadenze di breve/medio termine. I volumi di scambio spot sono scesi ai minimi del 2019, in calo del 75% rispetto al 2024, a conferma di quanto attualmente l’interesse speculativo per le criptovalute sia debole da parte degli investitori.

In questo contesto, Bitcoin viene negoziato da più di sei settimane all’interno del range 61.200$ – 67.200$, senza che compratori o venditori siano stati in grado di indirizzare i prezzi in maniera decisiva. Inoltre, sul grafico troviamo due livelli on-chain che stanno verosimilmente comprimendo la volatilità della moneta, e che in passato hanno avuto un ruolo determinante nell’influenzare il mercato.

In basso, come supporto tecnico, emerge il prezzo realizzato aggregato di tutta la coorte dei detentori di $BTC, attualmente posizionato a 52.800$. In passato i prezzi hanno fatto fatica a rompere al ribasso questo indicatore, se non per periodi molto limitati di tempo e in prossimità di bottom pluriennali. Dall’altra parte, vediamo la media di costo degli short-term holder, attualmente a 68.700$, che rappresenta il costo medio di carico di chi ha acquistato Bitcoin negli ultimi 6 mesi.

Bitcoin livelli chiave dati on-chain
Bitcoin bloccato tra due livelli chiaveFonte dati: https://research.glassnode.com

Da sottolineare come gli short-term holder stiano incrementando le proprie posizioni nelle ultime settimane, con nuovi investitori che cercano di accumulare in vista di un possibile apprezzamento futuro. Si tratta di un segnale incoraggiante per Bitcoin, ma finché non si romperà al rialzo la base di costo degli STH, il mercato resterà esposto al rischio che questa categoria torni a vendere in perdita, come accaduto a giugno.

I venditori non hanno più la stessa forza degli ultimi mesi

Un altro dato che a prima vista può sembrare rincuorante riguarda la metrica del cosiddetto “Seller Exhaustion Constant”, normalizzata su una base a 30 giorni. Parliamo di un indicatore – inventato da Ark Invest – che misura quanto i venditori siano stanchi in una determinata fase del ciclo di Bitcoin. Per farlo, si prendono in esame due dati chiave: la quota di supply in profitto e la volatilità dei prezzi a 30 giorni.

In questo momento l’indicatore segnala una forte contrazione della spinta al ribasso, con livelli nettamente inferiori a quelli a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi. Ciò significa che l’offerta in vendita si sta progressivamente assottigliando, andando verso i livelli tipici che in passato hanno definito il bottom e l’inversione successiva dei prezzi.

Tuttavia, c’è da notare come manchi ancora qualcosa per poter realmente definire esausti i venditori di Bitcoin: rimane infatti ancora spazio per un’ultima fase di sfogo dell’offerta e di capitolazione dei prezzi, evento che aiuterebbe a completare il modello storico e allineerebbe l’attuale fase a quella dei bear market precedenti.

Bitcoin "Seller Exhaustion Constant"
Bitcoin, forza dei venditori in esaurimentoFonte dati: https://research.glassnode.com

La domanda passiva di Bitcoin potrebbe non reggere un altro attacco ribassista

A questo punto, se davvero l’offerta dovesse trovare la forza per innescare un altro sell-off, Bitcoin potrebbe farsi trovare impreparato. Il problema, sostanzialmente, è che anche i compratori sono stanchi allo stesso modo dei venditori, e in caso di ribasso potrebbe venir meno quella domanda passiva che nelle ultime settimane ha protetto i minimi locali.

C’è sia un calo della domanda sul fronte istituzionale, con gli ETF a Wall Street che viaggono su inflow poco significativi (reduci da una fase di forti outflow), sia sul mercato dei derivati, dove l’open interest ha di recente superato il controvalore di una sessione intera di scambi, evidenziando una bassa partecipazione e un elevato rischio di squeeze in caso di oscillazioni improvvise.

Oltretutto, rispetto a inizio giugno, quando il drawdown di Bitcoin in zona $60.000 aveva attivato l’attenzione di tanti acquirenti interessati a comprare la criptovaluta sotto quei livelli, ora sugli orderbook la stessa domanda sembra molto più ridotta. Non c’è più la stessa profondità di bid pronta ad accogliere nuovi minimi, con gli investitori che hanno evidentemente deciso di impiegare la propria liquidità altrove anziché lasciarla ad invecchiare con un ordine a limite.

Bitcoin, muro di acquisti in diminuzione
Domanda passiva in contrazioneFonte dati: https://research.glassnode.com

Il quadro definitivo

La situazione è complessa e verrà risolta solo con un forte breakout di uno dei due livelli chiave che vi abbiamo menzionato in precedenza, ovvero quelli dei 68.700$ o dei 52.800$. In realtà, anche la perdita della zona dei 60.000$ potrebbe anticipare una possibile accelerazione ribassista, fermo restando che i venditori non hanno cartucce da sparare ancora per tanto tempo.

Ci sarà da aspettarsi probabilmente grandi fluttuazioni di prezzo nelle prossime settimane, o al massimo nei prossimi mesi, proprio perché questo regime di bassa volatilità non può durare a lungo, come spiegato stamattina dal nostro Alex Lavarello. Manca solo da capire in che direzione si risolverà questa tensione accumulata nei grafici.

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